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Teleriscaldamento: uno strumento per l'efficienza energetica - parte prima

Che cos'è e come funziona questo sistema.

di Marco Pezzaglia*

 

Lo schema di funzionamento dei sistemi di teleriscaldamento prevede un polo di produzione centralizzata del calore ed una rete di distribuzione che lo convoglia, attraverso tubazioni interrate, ad interi quartieri (la medesima definizione potrebbe essere adottata in forma duale anche per il teleraffrescamento). La più recente definizione di teleriscaldamento/teleraffrescamento è fornita dal d. lgs del 28 marzo 2011 dove teleriscaldamento o teleraffrescamento sono definiti come la distribuzione di energia termica in forma di vapore, acqua calda o liquidi refrigerati, da una o più fonti di produzione verso una pluralità di edifici o siti tramite una rete, per il riscaldamento o il raffreddamento di spazi, per processi di lavorazione e per la fornitura di acqua calda sanitaria. L'elemento caratterizzante del teleriscaldamento è, in sostanza, la fornitura di un vettore energetico a fini termici attraverso una struttura a rete.

 

Teleriscaldamento ed efficienza energetica sono spesso un binomio molto richiamato. Vi è da chiedersi se e quanto questo sia sempre verificato. Secondo un recente studio di CITTALIA (Fondazione ANCI ricerche) sono poche le città capoluogo ad essersi dotate di un impianto di teleriscaldamento; la maggior parte di queste 32 è localizzata nel centro nord della penisola, in particolare in Lombardia ed Emilia Romagna; la situazione è quindi quella di un potenziale ancora in larga parte da sfruttare, soprattutto anche alla luce del fatto che il teleriscaldamento sfrutta molto comunemente una risorsa combustibile di cui il territorio è ricco (solitamente biomassa o geotermia). La disponibilità di risorse combustibili - talvolta ma non sempre rinnovabili - unita ad un migliore efficientamento degli impianti di produzione e distribuzione, consente di abbattere i costi, sia di produzione che di gestione del servizio, con quindi un minore impatto sull’ambiente.

 

E' infatti per tale ragione che il decreto legislativo di recepimento della direttiva2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili (d lgs. del 28 marzo 2011) mira a stabilire, tra le altre cose, un quadro per lo sviluppo del teleriscaldamento da fonti rinnovabili puntando proprio su quello che è l'elemento caratterizzante del teleriscaldamento e cioè la sua struttura a rete. Il Capo III del predetto d. lgs. È tutto dedicato alle reti di teleriscaldamento e di teleraffrescamento (da fonti rinnovabili); si richiamano in maniera sintetica alcuni elementi principali:

  • “Le infrastrutture destinate all’istallazione di reti di distribuzione di energia di fonti rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento sono assimilate a ogni effetto, esclusa la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto, alle opere di urbanizzazione primaria…”.
  • ”In sede di pianificazione e progettazione , anche finalizzatea ristrutturazioni di aree residenziali, industriali o commerciali, nonché di strade, fognature, reti idriche, reti di distribuzione dell’energia elettrica e del gas e reti per le telecomunicazioni, i Comuni verificano la disponibilità di soggetti terzi a integrare apparecchiature e sistemi di produzione e utilizzo di energia da fonti rinnovabili e di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento, anche alimentate da fonti non rinnovabili”
  • “I Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti definiscono, in coordinamento con le Province e in coerenza con i Piani energetici regionali, specifici Piani di sviluppo del teleriscaldamento e del teleraffrescamento volti a incrementare l’utilizzo dell’energia prodotta anche da fonti rinnovabili….”
  • Presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico si istituisca un fondo di garanzia a sostegno della realizzazione di reti di teleriscaldamento alimentato da un corrispettivo applicato al consumo di gas metano, pari a 0,05c€/Sm³, posto a carico dei clienti finali. E' l’Autorità per l’energia elettrica e il gas ad avere il compito di regolare le modalità di applicazione e raccolta del corrispettivo ed è il Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e con il Ministro delle Politiche Agricole, previa intesa con la Conferenza unificata che deve definire le modalità di gestione del predetto fondo, nonché le modalità per l’attuazione di quanto previsto nei primi due punti soprarichiamati.

 

 
*Marco Pezzagila è founding partner di EfficiencyKNow - partner tecnico di Smart Energy Expo