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Tecnologie energetiche: è il momento dell'elettrico

Il rapporto della IEA “Energy Technology Perspectives 2014” vede un futuro elettrico, ma sarà una strada in salita

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Il mondo si sposta verso l'elettrico e succede da oltre quattro decenni. Questo il punto cardine del rapporto “Energy Technology Perspectives 2014” redatto dall'Agenzia internazionale dell’energia (IEA) e che è stato presentato a Roma.

Il rapporto, come fa spesso la IEA, presenta una serie di scenari diversi sulle prospettive future delle varie tecnologie energetiche, mettendole in relazione con la gestione della transizione verso i sistemi a bassa emissione di anidride carbonica, mettendo l'accento sui possibili ruoli di tutti gli attori degli scenari di riferimento, come decisori politici, operatori del settore, delle aziende e del mondo della ricerca.

«L’Italia è tra i paesi più dinamici nel campo della ricerca energetica, con l’ENEA in prima fila nel trasferimento dei risultati di tali attività al sistema produttivo nazionale. - afferma Giovanni Lelli, Commissario dell’ENEA - La nostra industria, però, sconta un basso livello di competitività a livello internazionale, sia per gli scarsi investimenti in innovazione, accentuati dalla crisi economica, che per il costo dell’energia. Il programma di monitoraggio che l’ENEA sta sviluppando potrà indirizzare le scelte in campo tecnologico del Paese per raggiungere gli obiettivi di de-carbonizzazione del sistema energetico nel breve e lungo periodo e contemporaneamente favorire l’innovazione del nostro sistema industriale, attraverso la scelta di tecnologie in grado di accrescere la competitività e di conseguenza l’occupazione».

Denominatore comune di tutti gli scenari tracciati dalla IEA è quello dell'aumento della quota d'energia elettrica, fino al 25% al 2050, mentre le emissioni climalteranti calano del 90% rispetto al 2011, con un effetto di ribaltamento speculare rispetto alla realtà odierna che vede il 65% dell'elettricità prodotta da fossili e il 20% da fonti rinnovabili. Ma è una strada in salita che non sarà facile percorrere.

«L'elettricità giocherà un ruolo determinante nella prima metà di questo secolo come vettore energetico, incrementando la crescita economica e lo sviluppo. Ciò offre molte opportunità, ma non risolve tutti i nostri problemi; anzi, crea molte nuove sfide. - afferma il direttore esecutivo dell'AIE Maria van der Hoeven, commentando il rapporto - Dobbiamo fare ciò bene, ma siamo sulla strada sbagliata in questo momento. La crescita dell'uso del carbone a livello mondiale fa passare in secondo piano i progressi nella diffusione delle energie rinnovabili, e l'intensità delle emissioni del sistema elettrico non è cambiata in venti anni, nonostante i progressi in alcune regioni. Un cambio di rotta radicale a livello globale è attesa da tempo».