organized by veronafiere

SEN: La Strategia Energetica Nazionale

Il documento di programmazione sull'energia del paese Italia passa attraverso la riduzione dei costi energetici, il raggiungimento degli obiettivi europei in materia ambientale, la sicurezza di approvvigionamento e lo sviluppo industriale.

 

In un contesto di crisi come quello attuale, il rilancio dell’economia passa necessariamente attraverso il compimento di precise scelte strategiche anche (e soprattutto) in ambito energetico; tali scelte, che vanno ben oltre il doveroso ammodernamento della rete energetica o lo snellimento dell’imponente apparato burocratico, saranno determinanti per il futuro del Paese.

In tal senso vi sono alcune problematiche tipiche del sistema italiano che penalizzano fortemente la competitività delle nostre aziende e del Paese:

  • Prezzi del gas metano e (quindi) dell’energia elettrica sensibilmente più alti della media europea (fino al 25%);
  • Approvvigionamento di gas naturale non ottimale e difficoltà a garantire la tenuta della rete;
  • Elevata dipendenza dall’estero (per oltre il 77% del fabbisogno energetico, con una spesa di 62 MLD€ nel 2011).

Nella ricerca di soluzioni alle criticità sopra evidenziate occorre considerare gli accordi sottoscritti dal nostro Paese a livello internazionale, come il Pacchetto Europeo Clima Energia, che vincola al raggiungimento di obiettivi di minor impatto ambientale non indifferenti.

 

LE PRIORITÀ DELLA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE

 

Sono sette le priorità identificate dalla SEN con obiettivi concreti e specifiche misure a supporto:

 

  1. L’efficienza energetica
  2. Sviluppo di un mercato competitivo e di un hub del gas sud-europeo
  3. Sviluppo sostenibile delle energie rinnovabili
  4. Sviluppo dell’infrastruttura e del mercato elettrico
  5. Ristrutturazione della raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti
  6. Produzione sostenibile di idrocarburi nazionali 
  7. Modernizzazione del sistema di governance

 

IL RUOLO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA

 

efficienza_energetica.jpg

 

Meglio dell’energia prodotta da fonte rinnovabile, c’è solo l’energia non consumata. Ridurre gli sprechi ed aumentare l’efficienza a tutti i livelli (dalla produzione al consumo di energia, passando per il trasporto) è la prima priorità d’azione. Interventi in tal senso permetteranno di contenere i consumi fino al 24% (rispetto all’andamento inerziale al 2020, ovvero -4% rispetto ai consumi 2010) e di risparmiare fino ad 8 MLD €/anno grazie alla minor importazione di combustibili fossili. Si prevede in realtà di raggiungere e superare abbondantemente gli “obiettivi 20-20-20”.

 

LE PRINCIPALI INIZIATIVE DEL SETTORE

 

Il rafforzamento di standard minimi e normative, soprattutto per i settori dell’edilizia e dei trasporti.

 

Va infatti considerato che una casa costruita secondo standard di efficienza consuma fino al 70% in meno rispetto ad una casa tradizionale, con un beneficio stimato di 5-6 punti percentuali di minor consumo energetico a livello europeo. È opportuno ricordare che già esiste la direttiva europea 2010/31/UE che impone ai nuovi edifici costruiti dopo il 2020 di essere “ad altissima prestazione energetica, con un fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo”. La direttiva è già stata recepita in Italia.

Anche per il settore dei trasporti è sempre l’Unione Europea a dettare la linea, con il regolamento 443/2009/CE che impone alle nuove automobili vendute dopo il 2020 di contenere le emissioni al di sotto dei 95 gCO2/km (oggi sono nell’ordine dei 150-250 g/km).

 

Il mantenimento delle detrazioni fiscali

 

In ambito civile, i provvedimenti di incentivazione per detrazione fiscale (55% dei costi ammissibili fino a Giugno 2013, 36% dopo tale data) andranno prolungati nel tempo: assumeranno così una connotazione sistematica e non più episodica. Modifiche del sistema incentivante dovrebbero mirare ad evitare abusi dello strumento.

In ambito industriale, si punta al mantenimento ed al potenziamento dei Certificati Bianchi, titoli assegnati per interventi di efficientamento energetico che producono una riduzione dei consumi di energia elettrica o gas naturale. I Certificati vengono scambiati all’interno di un apposito mercato gestito dal GME (ma nulla vieta che la compravendita avvenga esternamente con contrattazioni bilaterali indipendenti). La formazione dei prezzi dei Certificati segue logiche di mercato (incontro domanda-offerta) e nel 2009 il prezzo medio si è aggirato intorno agli 80 €/TEE.

 

Incentivazione diretta per la PA

 

Anche per le Pubbliche Amministrazioni sono individuati strumenti di sostegno economico agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Anche in questo caso si tratta di una scelta dovuta, in accoglimento della direttiva europea 2010/31/UE, che anticipa il termine del 2020 di due anni (2018) per gli edifici pubblici.

L’insieme delle misure di supporto pubblico vengono stimate in 15-20 MLD€ cumulati al 2020, in grado di stimolare 50-60 MLD€ di investimenti complessivi, che dovrebbero avere una ricaduta positiva di 8 MLD€/anno di risparmio da minor combustibile importato.