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R&S, l’Italia brilla per investimenti in efficienza energetica

Secondo il rapporto di I-Com, l’efficienza energetica è il settore che in Italia registra la maggiore crescita (+159%) negli ultimi dieci anni di investimenti in ricerca e sviluppo in campo energetico

 

L’Italia promossa a pieni voti in efficienza energetica e rimandata per innovazione energetica. È una delle conclusioni che si possono trarre leggendo il Rapporto Innovazione Energetica 2014 realizzato da I‐Com – Istituto per la Competitività –. Il report presenta un quadro completo della ricerca e sviluppo nel settore energetico.

Sebbene l’Italia, dopo la Spagna, sia il paese europeo (tra i cinque principali oggetto di confronto, che comprende: Francia, Germania, Regno Unito e Spagna) che meno ha investito sull’attività di ricerca e sviluppo in ambito energetico, con un totale di 1,3 miliardi di dollari (878 milioni dal privati e 513 dal pubblico), il tasso di crescita registrato nel 2012 è stato il più elevato “anzi, insieme alla Francia, l’unico in territorio positivo” rimarca I-Com.

Analizzando in modo più approfondito l’andamento che il finanziamento in ricerca e sviluppo in ambito energetico ha avuto negli ultimi dieci anni, si nota che l’Italia, tra il 2002 e il 2008, ha circa raddoppiato le risorse impiegate (+45%). “Nei due anni successivi, post crisi, gli investimenti sono diminuiti, per poi aumentare nuovamente nel 2011 e nel 2012” si legge nello studio.

E arriviamo all’efficienza energetica: secondo i dati del report, è il settore che in Italia registra la maggiore crescita negli ultimi dieci anni (+159% circa). Per quanto riguarda le altre voci energetiche, si nota che in Italia, seppure cresca, anzi raddoppi, il contributo ai combustibili fossili (fino a 43,6 milioni di dollari nel 2012), cresce anche quello alle fonti rinnovabili che arriva a toccare i 91,8 milioni di dollari nel 2012. Non solo: allo stoccaggio e alle altre forme di accumulo di energia, infine, l’Italia ha dedicato il 30% della spesa pubblica, “percentuale ineguagliata negli altri principali Paesi europei” sottolinea il rapporto.

Sempre in tema di efficienza energetica, la crescita di investimenti in R&D in Italia rispecchia un trend che si riscontra in tutta l’Unione europea: qui l’efficienza energetica passa – come voce di investimenti in ricerca e sviluppo – dal 12% al 27%. Tra l’altro l’UE è l'unica, insieme alla Cina (seppure questa registri un incremento minore – dal 20 al 21% sul totale) a registrare un incremento in efficienza energetica rispetto alle altre realtà mondiali dello studio.

La Cina è il Paese che ha investito maggiormente in termini assoluti in ricerca e sviluppo nel settore energetico: in particolare, gli investimenti pubblici nel 2002 erano pari a 4,5 miliardi di dollari, nel 2012 arrivano a 22,1 miliardi di dollari. I-Com, nel documento, sottolinea tra l’altro che quello cinese è l’unico Paese che investe maggiormente le proprie risorse pubbliche rispetto a quelle private.