organized by veronafiere

«Rinnovabili e ristrutturazioni, il futuro passa da qui»

Il presidente del Gruppo Manni parla di fonti alternative e riqualificazione edilizia. Evidenziando la loro importanza strategica e la necessità di politiche decise

«L’energia e il mondo delle costruzioni rappresentano insieme, dal punto di vista economico e considerando tutto l’indotto, una risorsa che “pesa” sul pil per il 50%. Va quindi fatta una debita considerazione in tal senso a tutti i livelli». Giuseppe Manni, presidente dell’omonimo gruppo attivo nei settori siderurgico, infrastrutture per impianti a fonti rinnovabili e pannelli isolanti coibentati per costruzioni civili e industriali, evidenzia i lati chiaroscuri in materia di fonti alternative e di risparmio energetico in edilizia.

In base alla vostra esperienza nel settore delle energie rinnovabili, quali misure occorre promuovere, a livello nazionale, perché possano contribuire a svincolarci maggiormente dalla dipendenza delle fonti fossili oltre che essere un volano economico e occupazionale?

Partiamo da un dato: nel fotovoltaico nazionale, nel momento del massimo splendore, ossia dal 2005 al 2007, erano occupate circa 150 mila persone. Ed erano profili della migliore qualità, tecnici e ingegneri, spesso provenienti dal settore delle costruzioni, inesorabilmente in crisi. Ora se ne contano circa 60mila, per non considerare il settore eolico e le altre fonti. È stato quindi un tracollo, a fronte di una precedente opportunità che, però, si può ricreare. Sul piano economico, lo sviluppo delle rinnovabili ha portato a una riduzione del costo energetico e ciò lo si deve anche all’azione della ricerca, condotta in campo, oggi praticamente ferma.

Le soluzioni per cambiare questo scenario sono principalmente due: una sul piano culturale l’altra a livello di incentivi. In merito alla prima, che piaccia o no, si sta andando a livello globale verso un’economia energetica basata sulle rinnovabili. Occorre allora puntare sul ruolo della formazione e informazione, da quella giornalistica a quella universitaria, e a incrementare la ricerca.

In merito all’incentivazione, va ripresa non certo in modo scriteriato e guardando al lungo termine, dando così maggiori certezze a chi decide di investire, per consentire di arrivare alla grid parity, oggi già possibile in alcune regioni.

Venendo invece alla vostra esperienza nel settore dei pannelli isolanti, quali opportunità rivestono misure quali gli ecobonus per risollevare il settore edilizio?

Basta leggere le statistiche relative al 2014 dove, per la prima volta nella storia delle costruzioni in Italia e in Europa, gli stabili in ristrutturazione (in crescita costante, ogni anno) hanno superato, per investimenti, quelli di nuova realizzazione, diminuiti di oltre il 50% dal 2007 a oggi. Cosa significa puntare sulle ristrutturazioni? Significa utilizzare gli eco bonus per svolgere interventi “intelligenti”, quelli cioè che non si limitano solo all’installazione della caldaia a condensazione o agli impianti termoidraulici adeguati, ma puntando al maggiore isolamento. Le detrazioni fiscali ci sono, anche se di durata limitata, i finanziamenti bancari dedicati pure. Anzi le banche sono particolarmente interessate a finanziare il risparmio energetico. A mio avviso, queste opportunità dovrebbero essere rese maggiormente note mediante un’azione di informazione significativa, condotte anche dalle associazioni di categoria; per quanto riguarda le agevolazioni fiscali, occorrerebbe renderle fruibili con un limite temporale un po’ più ampio.