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«Regole chiare e stabili per l’efficienza energetica»

Il presidente AICEP evidenzia vincoli e necessità in termini di efficienza, diagnosi energetica e monitoraggio dei consumi

Resta meno di due mesi alle imprese “energivore” per ottemperare agli obblighi in materia di efficienza energetica. In base, infatti, al decreto legislativo 102/2014 che ha recepito la direttiva 27/2012 UE è stabilito un regime obbligatorio di diagnosi energetiche che incide su un insieme di clienti che rispondono a determinati parametri tecnico-economici. Per tali clienti i risultati delle diagnosi energetiche dovranno essere trasmessi all'ENEA entro il 5 dicembre 2015: in questo mese le attività sulle diagnosi energetiche sono quindi in pieno svolgimento in vista del termine. Per questo motivo Smart Energy Expo propone un momento di approfondimento, a cura proprio dell’Agenzia nazionale per l’Efficienza energetica, sul tema delle diagnosi energetiche accompagnate da testimonianze di imprese attivamente impegnate nelle attività di audit energetico. Sugli scenari futuri e su quanto occorre fare sul tema abbiamo raccolto l’opinione di Giuseppe Pastorino, presidente AICEP (Associazione Italiana Consumatori Energia di Processo), uno dei protagonisti della tavola rotonda che si terrà in occasione dell’evento Q&A Diagnosi Energetica (14 ottobre).

Presidente Pastorino, a suo giudizio il recepimento della direttiva 27/2012 è avvertito come un’imposizione o un’opportunità dalle aziende che devono sottoporsi alle diagnosi energetiche?

È evidente che ogni grande impresa e, a maggior ragione, le imprese energivore hanno un notevole interesse a monitorare i propri consumi di energia per meglio controllarli e indirizzare le risorse destinate ai progetti di efficienza e risparmio energetico. Questa necessità è tanto più sentita in una realtà, come quella italiana, in cui le aziende scontano un deficit competitivo molto importante rispetto ai concorrenti stranieri, europei ed extraeuropei. Quindi, la maggior parte delle aziende di questo tipo ha già sviluppato internamente analisi e valutazioni a tal fine, e l’introduzione di uno schema di riferimento cogente nei tempi, modalità e contenuti poteva rappresentare un'opportunità per standardizzare e strutturare il processo.

Purtroppo le tempistiche rischiano di far perdere questa opportunità; il lungo periodo intercorso tra il DL 102 (approvato nel luglio 2014) e la pubblicazione dei chiarimenti ministeriali (maggio 2015) è in evidente contrasto con i termini molto stretti richiesti alle aziende per ottemperare agli obblighi previsti. Anche perché molti aspetti sono stati oggetto di ulteriori dubbi e discussioni successivi che hanno mantenuto la situazione pressoché bloccata fino all'estate.

La non perfetta copertura di tutti gli aspetti da chiarire da parte del documento ministeriale e i tempi ristretti rischiano di trasformare una potenziale opportunità in un mero obbligo formale.

 

Cosa occorre fare, allora, per far comprendere meglio le potenzialità del “fare efficienza energetica”?

Per lavorare seriamente sull'efficienza energetica e sul monitoraggio dei consumi è necessario un quadro di regole chiaro e di lungo periodo sia in termini di obblighi e metodi sia in termini di eventuali strumenti di promozione dell'efficienza. Dare stabilità e certezza prima dell'inizio del processo è indispensabile per permettere alle aziende di programmare gli investimenti e l'organizzazione necessarie con una visione chiara e soggetta al minor margine di incertezza possibile.

Nel caso delle diagnosi energetiche, ad esempio, sarebbe stato necessario anticipare, e di molto, l'approvazione del DL e dei chiarimenti e eventualmente prevedere una prima fase di test per un numero più limitato di aziende maggiormente strutturate. Questo avrebbe permesso anche l'adeguamento dell'organizzazione “a valle” del processo, vale a dire gli enti preposti a ricevere, verificare, validare i risultati delle diagnosi. Alla luce di questa prima fase di test si sarebbe potuto meglio definire tempi, modalità e criteri del sistema a regime.

 

In base alla vostra esperienza nel settore e nel contatto quotidiano con le imprese, quali sono i dubbi e i chiarimenti necessari in tema di diagnosi energetica?

Malgrado l'eccellente lavoro svolto da ENEA, anche grazie al Tavolo Tecnico che ha indetto e coordinato, il DL 102 e i successivi (e tardivi) chiarimenti hanno lasciato aperti mille dubbi in particolar modo in alcuni specifici settori industriali caratterizzati da situazioni e particolarità non considerati dal MiSE.

Un elemento particolarmente critico e di preoccupazione per le grandi aziende industriali energivore, di cui AICEP rappresenta una importante quota, è rappresentata dalla gestione e utilizzo dei dati raccolti. Si tratterà di una mole enorme di dati e informazioni, spesso raccolte in maniera difforme e non univoca, di difficile valutazione e comparabilità. Sarebbe forse stato opportuno predisporre delle linee guida settoriali, almeno per i processi più complessi e con la collaborazione delle Associazioni di categoria dei settori interessati.

 

Mancano meno di due mesi al termine (5 dicembre): a suo giudizio che scenario si va a configurare?

I termini, come detto, sono molto stretti. Prevedibilmente le grandi aziende energivore, già più sensibili a questi temi e quindi più strutturate arriveranno, sia pur in affanno, a completare le diagnosi nei tempi e nei modi richiesti. Per quelle meno strutturate o sensibili a queste tematiche, che magari hanno un po' ritardato nella scelta del fornitore del servizio di diagnosi energetica, sarà molto difficile rispettare le scadenze se non mettendo a forte rischio la qualità e l'utilità futura della diagnosi stessa. In questi mesi diverse aziende che forniscono questo servizio hanno dichiarato di aver raggiunto la saturazione delle loro strutture di ingegneria e di non poter più accettare i nuovi incarichi richiesti.

 

Che importanza ha, secondo lei, un evento quale Smart Energy Expo per fare informazione e diffondere conoscenza sull’efficienza energetica e, in particolare, sul tema delle diagnosi energetiche?

Eventi come Smart Energy Expo sono sicuramente molto importanti per attirare l'attenzione e sensibilizzare ai temi dell'efficienza energetica che dovrebbe diventare un elemento fondamentale nelle strategie ma anche nella cultura dell'impresa italiana, industriale e non. Inoltre avvenimenti molto visibili e mediaticamente valorizzati danno la possibilità di interessare anche il grande pubblico dei consumatori che, con i loro comportamenti individuali possono giocare un ruolo fondamentale nel miglioramento dell'efficienza energetica del “sistema Italia”. Per quanto riguarda lo specifico tema delle diagnosi energetiche, Smart Energy Expo sarà un’occasione per confrontarsi con autorità ed enti preposti sulla complessità del processo.