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Rebuilding, una rete di imprese per un approccio integrato all’efficienza energetica

Con Saul Fava parliamo di questo network che riunisce sei aziende leader nel proprio settore.

 

Garantire un approccio innovativo e integrato alla riqualificazione degli immobili. È questo lo scopo per il quale è nato Rebuilding network. Si tratta di una rete di imprese che hanno deciso di mettere in comune risorse e competenze per offrire una risposta più efficace a chi vuole aumentare l’efficienza energetica di  un edificio. L’obiettivo è quello di portare sul mercato un insieme di tecnologie coordinate e una consulenza qualificata su tutti gli aspetti di un intervento di riqualificazione energetica. Il network (avviato lo scorso aprile) è costituito da sei aziende leader nei rispettivi settori: Habitech, Harley&Dikkinson Finance, Riello, Saint-Gobain Italia, Schneider Electric e iGuzzini. Oltre a soluzioni e materiali, questa rete di imprese favorisce l’accesso anche ai finanziamenti per gli interventi di efficientamento e le certificazioni che attestano le prestazioni dell’edificio. Di questi aspetti abbiamo parlato con Saul Fava, Vice Presidente di Rebuilding Network.

 

Dottor Fava, quali sono i vantaggi di mettere in rete competenze per progettare e realizzare interventi di efficienza energetica?

“La gestione energetica di un immobile è divenuta un aspetto cruciale per la definizione del suo valore. È lampante, dunque, la necessità di dare un’analisi globale dell’edificio e dei relativi consumi a chi sceglie di effettuare un’operazione di riqualificazione, al fine di poter progettare il successivo intervento in modo sistemico. Il piano impostato sulla base di un approccio integrato prevede il coinvolgimento fin da subito di tutte le competenze presenti nel processo, che porta un primo importante ‘effetto leva’ in termini di riduzione dei costi costruttivi, di esercizio e manutenzione e un aumento del valore dell'immobile. Tale approccio, inoltre, consente un sistema di comparazione e ottimizzazione ‘multi-variabile’, che porta cioè alla possibilità per la committenza di poter scegliere tra una gamma diversa di soluzioni a seconda degli obiettivi desiderati e della loro finanziabilità”.

 

Come è nata l’idea di costituire un network?

“È nata sul campo, dalle richieste di un mercato sempre più bisognoso di un approccio sistemico reale, attraverso un interlocutore unico oltre che autorevole e che sappia unire alla tecnologia più all’avanguardia aspetti abilitanti come la certificazione di sostenibilità e la finanza”.

 

L’Italia ha il secondo patrimonio immobiliare più antico al mondo. Quali difficoltà comporta questa caratteristica per quanto riguarda la riqualificazione energetica?

“Antico significa anche spesso storico e artistico. È dunque ancor più fondamentale poter contare su un progetto a tutto tondo, redatto da un network altamente qualificato, che ha tutti gli strumenti per trovare la soluzione più adatta, alla luce dei vincoli imposti per preservare il valore di questo patrimonio”.

 

Quali misure dovrebbero essere adottate per promuovere una vasta riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare?

“Una grossa spinta verrà dalla Legge 90, attualmente in discussione, che rappresenta il recepimento in Italia della direttive europee EPBD del 2010 e la EN15232 del 2012 che trattano dei requisiti energetici degli impianti, dei sistemi di automazione e controllo per l’efficienza energetica e dei metodi per calcolarne l’impatto sul fabbisogno energetico dell’edificio”.

 

Voi avete partecipato a Smart Energy, qual è il vostro giudizio sulla manifestazione?

“Siamo lieti di aver preso parte a questo appuntamento che è stato per noi occasione di confronto con vari attori della filiera, in particolare i progettisti, su temi che ci stanno particolarmente a cuore, soprattutto nell’ambito della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Siamo convinti che anche l’edizione del 2014 confermerà quanto di buono si è visto in questa fiera”.