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Più efficienza energetica per il patrimonio culturale

Dal ministero per i Beni culturali ecco le linee guida che offrono considerazioni utili a valutare e migliorare l’efficienza degli edifici del patrimonio italiano

È possibile e necessario garantire maggiore efficienza energetica al patrimonio culturale italiano. Occorre comprendere come: per questo vengono in aiuto le linee guida del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Si tratta di un compendio utile agli addetti ai lavori, appositamente stilato considerando ogni aspetto utile e specifico.

Consapevoli dell’importanza del tema e illustrando il panorama normativo in materia, in particolare il decreto legislativo 192/2005 “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia”, il documento ministeriale sottolinea gli aspetti peculiari alla base delle scelte possibili di riqualificazione e riabilitazione. Per gli edifici soggetti alle disposizioni di tutela con apposito decreto (dlgs 42/2004), infatti, l’applicazione della norma prima citata è «subordinata alla compatibilità con i principi di conservazione e tutela del patrimonio culturale» si legge nel documento ministeriale che illustra i beni architettonici in riferimento al Codice dei beni culturali e del paesaggio e fornisce una analisi dei caratteri tecnico-costruttivi dell’edilizia storica e una serie di valutazioni che riguardano la qualità ambientale negli edifici storici e l’efficienza energetica. Su questo secondo aspetto le considerazioni fatte sulle linee guida attengono a diversi aspetti che partono dalla diagnosi energetica e vanno a considerare la valutazione della prestazione energetica complessiva di un edificio storico. Il Mibact non manca di riportare una proposta di procedura per migliorare l’efficienza energetica formulata da Aicarr (Associazione italiana condizionamento dell'aria riscaldamento e refrigerazione) quale procedura di miglioramento specifico. La stessa Associazione, attraverso il suo presidente Livio de Santoli, ha evidenziato proprio in questi giorni le enormi potenzialità nel promuovere interventi sugli edifici storici in Italia: «potrebbe mettere in moto un giro di affari di 6 miliardi di euro, considerato che sarebbero riqualificati oltre 2 miliardi di mq nel nostro paese. Il retrofitting del parco edilizio italiano, per un risparmio fino al 90% dei consumi di calore, richiede un investimento tra i 9 e i 20 miliardi di euro all'anno per i prossimi 50 anni e potrebbe portare nel 2020 alla creazione di 500 mila nuovi posti di lavoro».

Per questo, allora, vale la pena mettere in atto opportuni interventi. Nelle linee guida ministeriali, a riguardo, vengono valutati sia quelli sugli edifici sia sugli impianti e i criteri di restauro da considerare. In merito agli edifici vengono analizzate soluzioni quali gli isolanti termici, le chiusure orizzontali e verticali, la bonifica dell’umidità e il controllo dell’irraggiamento solare; vengono anche trattati materiali, interventi e buone pratiche. In tema di impianti, sono analizzati aspetti relativi alla produzione di energia termica e frigorifera, trattando accuratamente le pompe di calore.

Non mancano certo spunti sulle fonti rinnovabili, evidenziando le opportunità, i limiti e le criticità della loro applicazione nel patrimonio culturale. Enumerate le varie fonti alternative, a compendio delle linee guida ci sono anche esempi virtuosi, a livello internazionale, di inserimento di moduli fotovoltaici in edifici storici.