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«La vera sfida? Dare motivazioni a chi investe in efficienza»

L’efficienza energetica e il suo futuro in Italia secondo Alessandro Papparotto, di Confindustria Udine, tra i protagonisti del primo Smart Energy Tour 2015

 

L’efficienza energetica è una tematica molto discussa e considerata, a cominciare dall’Unione Europea, che attraverso la Commissione UE ha illustrato da pochi giorni la propria strategia per realizzare un’Unione dell'energia, per arrivare all’Italia, che ha dato attuazione lo scorso anno alla direttiva specifica, la 2012/27/UE. Una misura importante, quest’ultima, anzi strategica per lo sviluppo dell’efficienza in molti ambiti, tra i quali l’edilizia. Ed è proprio sul panorama normativo e sugli strumenti di incentivazione che si parlerà nel primo Smart Energy Tour del 2015, che si terrà a Udine domani. A ospitare l’evento sarà la Confindustria cittadina e a introdurlo il suo capogruppo dell’Energia e Servizi a Rete, l’ingegner Alessandro Papparotto. A pochi giorni dal convegno, abbiamo voluto sentire la sua opinione su questo tema, proprio per “tastare il polso” a chi fa parte del mondo produttivo e che vive in prima persona le conseguenze e gli effetti degli strumenti normativi e politici.

 

Ingegner Papparotto, quali sono le sfide che attendono l'Italia per un pieno raggiungimento degli obiettivi in termini di efficienza energetica?

Innanzitutto, nei prossimi mesi, mi piacerebbe rilevare da parte del governo italiano, politiche in tema di efficienza energetica, che dimostrino un vero interesse al raggiungimento di obiettivi concreti. Su questo argomento apparentemente sono tutti concordi, ma la misura dell’efficacia di tali politiche e di quanto la classe politica voglia realmente promuovere l’efficienza energetica saranno i risultati. Evidenzio quelli che a mio avviso sono i punti su cui ragionare. L'altro giorno in banca un questionario di profilazione del rischio mi poneva la domanda di cosa avrei fatto di una casa in eredità sapendo che facendo un investimento avrei potuto raddoppiare facilmente l'affitto. Le soluzioni possibili erano a) vendo la casa b) non faccio nulla e cerco di affittare così l'immobile c) investo e ristrutturo. La mia risposta è stata non faccio nulla e questa è la risposta dell'economia reale. Lo scoglio principale è dunque riuscire a dare una motivazione forte a chi investe sul risparmio energetico, sia in termini fiscali sia in termini di accesso al credito. Questi due fattori sono le chiavi di lettura che devono essere declinate con estremo coraggio dal governo sia per i privati sia per le aziende. Se lo farà, vuol dire che c’è l’intenzione di promuovere seriamente l’efficienza energetica.

 

La direttiva UE recepita qualche mese fa dall'Italia quali opportunità e vincoli pone alle aziende italiane?

Le aziende per ora l’hanno percepita come un’ennesima normativa che impone di spendere soldi in termini di risorse interne per essere "compliant" senza la certezza che ciò porti a un beneficio economico tangibile nel breve.

Abbiamo assistito negli anni a delle declinazioni italiane autolesioniste delle direttive europee che erano molto più onerose, per le risorse umane richieste, rispetto ad altri paesi europei. Le nostre aziende scontano un gap tecnologico, rispetto ad esempio a quelle tedesche, in termini di organizzazione e strutturazione nella raccolta dei dati legati ai consumi energetici soprattutto a livello informatico. Con i convegni che organizziamo in Confindustria Udine, come quello che si terrà mercoledì 11 marzo, vogliamo fare in modo che gli imprenditori possano fare scelte consapevoli interpretando questa normativa in termini di opportunità e non di vincolo in modo da poter fare delle scelte autonome.

 

A suo giudizio, è stato fatto abbastanza e cosa andrebbe fatto ancora per incoraggiare le imprese a puntare maggiormente sull'efficienza energetica?

Dal mio punto di vista il problema delle imprese sta nel breve termine. Se lei domani non sa se sarà aperto o chiuso e se lei ha altri problemi come l'accesso al credito, l'efficienza energetica è un lusso e non una priorità. Come detto se si volesse promuovere l’efficienza energetica, gli interventi dovrebbero suscitare un interesse "fiscale" dai riscontri immediati per chi li compie e al contempo devono essere anche una opportunità economica. Su questi punti siamo ancora molto lontano rispetto ad altri paesi. Un esempio su tutti l’allungamento dei tempi in cui sono ammortizzati gli impianti fotovoltaici. Tutti hanno fatto l’impianto con un parametro ufficiale che era il 9% poi il governo lo ha abbassato al 4%. Ora secondo lei quanto “confident” può essere un imprenditore in questa situazione in una scala da uno a dieci. La risposta è ZERO salvo che non gli sia garantito che l’investimento non generi un credito di imposta che possa essere utilizzato dalle società con estrema flessibilità e senza altri vincoli.

 

Come Confindustria Udine presenterete in questi giorni il programma formativo del Gruppo Energia: mi può illustrare in termini generali quali sono gli aspetti più significativi di tale programma?

La finalità di questo programma è principalmente quella di supportare le aziende nell'acquisire una consapevolezza tecnica e giuridica sul tema energia, materia che tutte le nostre aziende devono gestire. La corretta lettura delle bollette energetiche, i rapporti contrattuali con gli operatori sul libero mercato, i rischi di natura legale connessi, le opportunità di investimento in efficienza energetica e la gestione dei propri investimenti in energie rinnovabili integrati nell'azienda, sono tutti argomenti ormai quotidiani ma di una complessità e specificità tale che è difficile la loro gestione da parte delle nostre imprese. Le aziende che possono permettersi un Energy Manager non sono poi così tante e comunque tale figura professionale deve essere formata.

Noi ci poniamo come obiettivo con l’“ENERGY ACADEMY” di offrire dei percorsi di formazione per imprenditori ed energy manager che per necessità o professione devono gestire quotidianamente queste tematiche e lo vogliono fare con consapevolezza.

 

In merito al tour e, più in generale all'evento Smart Energy, ritiene che tali iniziative di comunicazione e promozione di temi legati all'efficienza energetica siano utili per la loro diffusione e migliore conoscenza?

Assolutamente sì e proprio in questo periodo di crisi economica dove la promozione dell'efficienza energetica e dello sviluppo delle fonti rinnovabili non è vista come prioritaria credo che questo evento assuma ancora più il ruolo di presidio sull'argomento mantenendo viva la discussione su un tema che meriterebbe molta più attenzione. Non dimentichiamo che quest'anno con Parigi 2015 potrebbe essere l’anno di svolta del Clima e quindi di tutte le scelte legate alle politiche energetiche. L'efficienza energetica è un risparmio e come tale è la prima delle fonti primarie di energia!