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L’Italia paga una delle bollette più salate in Europa, ma ci sono margini di miglioramento

Come le aziende reagiscono di fronte al recente recepimento della Direttiva UE sull’efficienza energetica e quanto importante sia la formazione per opportunità di risparmio: ne abbiamo discusso con Franco Maitan, Direttore del Consorzio Energindustria

Le imprese italiane scontano una bolletta tra le più “salate” in Europa. In questo senso, come l’efficienza energetica può diventare uno strumento virtuoso per venire incontro alle esigenze del settore produttivo e quali sono le opportunità/vincoli rappresentati dalla direttiva UE dedicata al tema e recepita l’anno scorso dal nostro Paese?

I mercati elettrici in Francia, Germania ed Italia funzionano con regole simili, ma ogni mercato ha le sue caratteristiche dovute al differente mezzo di produzione dell’energia elettrica dei vari Paesi. Infatti, in Francia, almeno 3/4 della produzione elettrica è rappresentata dal nucleare, in Germania si utilizzano impianti alimentati a carbone e lignite, con prevalenza, negli ultimi anni, delle rinnovabili. 

In Italia la produzione è prevalentemente realizzata con centrali termoelettriche a gas naturale, ma, negli ultimi anni, anche mediante grossi investimenti nelle rinnovabili.

L’Italia rimane un importatore di energia elettrica dall’estero per circa il 17% della domanda. Questo comporta che in Italia l’energia elettrica viene pagata il 30% in più rispetto alla media dei Paesi Europei.

Ricordo, poi, che l’ulteriore aggravio della bolletta elettrica è dovuto agli oneri di sistema che statisticamente incidono per più del 60% sulla fattura delle aziende.

Per quanto riguarda il gas naturale la differenza di prezzo nel confronto degli altri Paesi europei non è significativa come per l’energia elettrica, nonostante anche in questo caso incomincino ad incidere significativamente gli oneri di sistema.

Per la riduzione dei costi energetici le aziende, come quelle consorziate ad Energindustria, si affidano alla stipula dei contratti che con le trattative consortili, sui mercati all’ingrosso, consentono di ottenere benefici economici rispetto alle trattative effettuate dalla singola azienda, la quale generalmente, da sola, non è in grado di ottimizzare il proprio contratto.

Partendo dal presupposto che l’azienda dispone di un contratto per la fornitura di energia elettrica ed il gas naturale già ottimizzato, non rimane che affrontare programmi per la riduzione dei consumi e per l’uso efficiente dell’energia, unici strumenti per la riduzione dei costi energetici aziendali.

Il Decreto Legislativo 102/2014 di attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, approvato lo scorso anno, prevede misure per il miglioramento dell’efficienza energetica in tutti i settori e per ridurre del 20% i consumi dell’energia primaria entro il 2020.

Il Decreto introduce novità significative per la riqualificazione degli edifici. In particolare è previsto che, fin dall’entrata in vigore sino al 2020, dovranno essere realizzati interventi sugli immobili della Pubblica Amministrazione.

È necessario, inoltre, per le aziende energivore e per le grandi imprese entro il 5 dicembre 2015 e, successivamente, ogni 4 anni, eseguire diagnosi energetiche avvalendosi di soggetti certificati.

La norma prevede l’istituzione di un fondo per l’efficienza energetica per consentire la realizzazione di interventi di efficienza energetica con una dotazione di 5 milioni di euro per il 2014, 25 milioni di euro per il 2015 e che potrà essere integrato fino a 15 milioni di euro annui per il periodo 2014-2020.

 

 

In un suo intervento intitolato “Efficienza energetica nell’industria: situazione e prospettive” annotava che in Italia, pur da sempre Paese particolarmente attento al risparmio energetico e all’utilizzo ottimale dell’energia, ci sono margini di miglioramento, specie nelle imprese. Quali settori e tecnologie oggi vanno tenuti in considerazione per un efficientamento energetico ancora più efficace? 

Per definizione, il miglioramento è sempre possibile.

Le aziende innovative per rimanere sul mercato adottano le migliori tecnologie sia a livello di processi, sia con investimenti per ridurre i consumi.

Le imprese sono abituate, quindi, a valutare positivamente qualsiasi iniziativa che comporti una riduzione dei costi e, di conseguenza, l’efficienza energetica e l’autoproduzione di energia elettrica e calore sono sempre applicati nelle aziende consorziate, se ciò è conveniente.

È chiaro comunque che i margini di miglioramento delle performance aziendali sono sempre possibili. Ciò, soprattutto con aziende che hanno processi tecnologici complessi ed articolati, cito per esempio le aziende chimiche, metallurgiche e della concia. Non sono esenti da miglioramenti di efficienza energetica anche aziende meno manifatturiere, ma che si trovano con semplici accorgimenti di educazione comportamentale dei propri dipendenti ad ottenere significativi risparmi nell’utilizzo di energia elettrica e calore negli uffici e nei magazzini delle merci, nel campo dell’illuminazione e della climatizzazione.

 

 

Sempre nello stesso intervento rilevava: “informazione, comunicazione e formazione sono strumenti essenziali per una divulgazione dell’efficienza energetica”. A questo proposito, quanto sono importanti iniziative quali Smart Energy Tour la cui prossima tappa si terrà il 30 marzo a Vicenza e, in generale, eventi quali Smart Energy Expo?

L’informazione e, soprattutto, la formazione del personale sono elementi basilari per ottenere un corretto programma di efficienza energetica.

Così come per quanto riguarda la “qualità” tutto il personale deve essere coinvolto, così anche per quanto riguarda l’energia l’addestramento del personale è essenziale.

Tutto inizia dall’imprenditore: solo con una corretta politica di gestione dell’energia che parte dai vertici è possibile ottenere i risultati che ci si prefigge.

Energindustria è consapevole che una corretta gestione delle problematiche e, allo stesso tempo, la valutazione delle opportunità nel settore energetico si ottengono partendo da una corretta informazione.

È per questo che anche l’iniziativa di Smart Energy Tour va in questa direzione.

Non solo, quindi, la semplice informazione, ma i dibattiti che di solito si innescano nelle iniziative, come quella del prossimo 30 marzo a Vicenza, portano ad elevare il grado culturale su questi temi, per rendere consapevoli gli imprenditori della necessità di doversi impegnare per inserire l’efficienza energetica in una normale prassi aziendale.