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L’innovazione dopo il Blackout

Negli ultimi dieci anni, in Italia si è sviluppata una filiera industriale che ha creato soluzioni in grado di migliorare l’efficienza delle reti elettriche.

 

Il profondo cambiamento del sistema elettrico italiano negli ultimi 10 anni ha dato il via a un processo di innovazione tecnologica che ha prodotto importanti risultati soprattutto nell’ambito generazione distribuita, dello storage e della gestione intelligenti delle reti. Dopo il blackout del 2003, nel nostro Paese è nata una filiera industriale che è stata in grado di realizzare, in questi settori, soluzioni innovative in grado di rendere più efficienti le infrastrutture elettriche. Di questi temi si è Parlato nel corso del convegno “2003-2013: dieci anni fa il black-out. Oggi Smart Energy Expo fa luce sul sistema elettrico del futuro”.

 

“Siamo il Paese più avanti di tutti sulle Smart grid e dobbiamo approfittare di questa situazione – ha sottolineato Tullio Fanelli nel corso del suo intervento –. Abbiamo le competenze le tecnologie e un’industria molto sviluppata. Dobbiamo fare sistema e mettere in contatto le aziende e gli operatori. Il sistema elettrico è sempre più transnazionale ed è necessario rendere l’energia un prodotto commerciale. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo essere in grado di accumularla”.

 

Proprio sui sistemi di accumulo si è concentrato l’intervento di Nicola Cosciani di Fiamm. Cosciani ha raccontato l’impegno della società nella progettazione e nella realizzazione di soluzioni per l’ottimizzazione delle reti elettriche. Un impegno che ha permesso all’azienda italiana di creare sistemi e prodotti innovativi per lo storage di energia, che spaziano da piccoli impianti residenziali fino a grandi stazioni di accumulo a supporto delle reti. “Per Fiamm il primo stimolo è stato accrescere le competenze tecniche nello storage – ha detto Cosciani –. Uno dei nostri obiettivi è quello di sviluppare una tecnologia ‘multiservice’ in grado di soddisfare le esigenze dei clienti residenziali e degli impianti industriali, sia in termini di potenza che di efficienza energetica. Lavorare in questa direzione significa anche diminuire il tempo in cui avviene il recupero degli investimenti fatti”.

 

Lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche ha ricadute positive anche per quanto riguarda le prestazioni della rete. Come ha spiegato Alessandro Fiocco di Terna Plus, queste novità permetteranno di migliorare il sistema elettrico sotto diverse prospettive. Con Terna Plus – ha sottolineato Fiocco – stiamo portando avanti alcune sperimentazione che possono farci superare diversi problemi di stabilità. Stiamo impiegando molte risorse anche per sviluppare sistemi di accumulo alternativi. Il nostro obiettivo è garantire maggiore flessibilità nella gestione degli impianti a fonte rinnovabile, incrementando la capacità della rete elettrica di accettare l’energia verde”.

 

Anche Alessandro Ardito di Cesi ha ribadito la necessità di rendere le infrastrutture elettriche più flessibili. “Solo in questo modo – ha spiegato Ardito - la rete può essere in grado di far fronte alle esigenze future. Il boom delle rinnovabili nel nostro Paese ha dimostrato che gli scenari di domanda e generazione sono difficilmente prevedibili. Accumulo elettrico, gestione del carico, super grid transnazionali e sistemi di previsioni delle fonti rinnovabili sono tutti strumenti tecnologici e procedurali esistenti che permettono di ‘flessibilizzare’ la rete e renderla in grado di far fronte a situazioni anche inattese”.

 

Oltre ai risvolti positivi per le infrastrutture elettriche del nostro Paese, le innovazioni sviluppate nel corso degli ultimi anni possono trovare uno straordinario mercato a livello internazionale. Questo aspetto è stato messo in luce da Paolo Gentili di Res4Med. “Le soluzioni tecnologiche realizzate nei Paesi avanzati possono essere appetibili anche all’estero, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo – ha concluso Gentili –. Al mondo ci sono 1,3 miliardi di persone che non hanno accesso all’energia. Il superamento di questa situazione costituisce un’occasione di investimento per le filiere industriali legate alla generazione distribuita, allo storage e alla gestione intelligenti delle reti. Le aziende italiane, con le loro competenze specifiche, possono sicuramente giocare un ruolo rilevante in questa sfida. Res4med contribuisce al raggiungimento di questo obiettivo sviluppando dei progetti internazionali con i maggiori attori attivi nel settore”.