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L’efficienza energetica piace alle aziende italiane

Da un’indagine internazionale si rileva che 6 imprese su 10 hanno investito in iniziative di efficienza negli ultimi tre anni. Manca però una visione d’insieme

Come si rapportano le aziende dei diversi settori in Europa, Nord America, Sud America e Asia al tema dell’efficienza energetica? È la domanda che si è posta l’ente di certificazione leader a livello globale DNV GL - Business Assurance che, supportato dall'Istituto internazionale di ricerca GFK Eurisko, ha svolto un’indagine mirata. Il primo fattore positivo che emerge dal report è che, in generale, l’efficienza energetica sia un tema centrale non solo a livello personale e sociale, ma anche dal punto di vista delle dinamiche di business. Certo è che siamo solo agli inizi: come si rileva nell’analisi, il progresso è appena iniziato e le aziende sono ancora lontane da una gestione matura delle questioni legate all'efficienza energetica.

 

Lo scenario italiano

Di buono c’è che le aziende italiane dimostrano un’attenzione superiore alla media sul tema. I professionisti intervistati considerano che possa avere un impatto "sulla propria vita quotidiana" (85%; + 8% vs media), "sul proprio Paese" (89%; +8%) e "sulla società nel suo complesso" (92%; +13%) in misura superiore alla media.

Da ciò consegue la percentuale, elevata, di aziende che ha investito in iniziative specifiche negli ultimi tre anni: il 64% lo ha fatto.

Tuttavia, in linea con quanto avviene nel resto del mondo, anche le aziende italiane stanno impegnando risorse per l'efficienza energetica con un approccio poco strutturato. Manca, infatti, una visione d’insieme. Solo il 43% adotta strategie ad hoc e il 38% si pone obiettivi misurabili (evidenziando un -14% e -17% rispetto alla media). Rispetto ai colleghi degli altri Paesi, inoltre, sono ancora meno gli italiani che affrontano le questioni di efficienza energetica prendendo in considerazione tutti i livelli organizzativi aziendali.

Aggiungiamo anche il fatto che solo il 14% redige piani di energy management e - nonostante il focus sulla riduzione dei consumi - solo il 9% investe in attività per tracciare il dispendio energetico. “Non sorprende che solo un’azienda su tre sappia quantificare i risparmi ottenuti dalle iniziative”, segnala DNV GL - Business Assurance.

I fattori che frenano lo sviluppo di maggiori interventi di efficienza sono legati alla necessità di destinare le risorse ad altre priorità (46%) e ai costi di implementazione e mantenimento, giudicati troppo elevati (33%).

Tuttavia, il 56% del campione italiano dichiara che manterrà o aumenterà i propri investimenti in efficienza energetica in futuro. “Ci si continuerà a focalizzare sulla riduzione dei costi e dei consumi, ma con un aumento significativo anche in attività più strategiche”, conclude il report.