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L’efficienza energetica nel settore dei trasporti vale 70 mila miliardi di dollari

La stima è stata realizzata nel rapporto della Iea “A tale of renewed cities”.

 

Migliorando l’efficienza energetica dei trasporti urbani si potrebbero risparmiare, a livello globale, 70 mila miliardi di dollari entro il 2050. Una cifra che equivale al Pil mondiale del 2012. La stima arriva dal rapporto “A tale of renewed cities”, stilato dall’Agenzia internazionale dell’energia.

 

Il documento della Iea parte da un presupposto: il 20% del consumo energetico mondiale e il 50% di quello di petrolio sono legati ai trasporti. Secondo la proiezione dell’Agenzia, il consumo del trasporto urbano (che oggi rappresenta il 40% dell’impiego energetico totale) raddoppierà nel giro dei prossimi 40 anni, a dispetto dei miglioramenti nella sostenibilità dei metodi di trasporto. Inquinamento dell’aria legato all’aumento delle emissioni, ma non solo. Il report della Iea sottolinea che la mancanza di adeguati interventi per aumentare l’efficienza dei trasporti urbani potrebbe condurre, in ultima analisi, ad una maggiore congestione delle strade e alla crisi dell’assetto urbanistico dei grandi centri abitati. Le conseguenze sarebbero un immenso spreco di combustibile e tempo.

 

Pianificazione, implementazione, monitoraggio e valutazione. Sono le quattro tappe nel percorso che porta all’efficientamento dei trasporti pubblici secondo la Iea. Per ottenere questo risultato, inoltre, è necessario superare barriere come le difficoltà di accesso al credito e la refrattarietà di alcune amministrazioni a mettere in atto misure in grado di aumentare l’efficienza energetica del settore.

 

A tale of renewed cities” passa anche in rassegna gli esempi positivi raccolti in oltre 30 città in tutto il mondo, evidenziando gli interventi che hanno dato i risultati migliori.

 

Il documento, inoltre, analizza dettagliatamente i casi di tre città: Belgrado, New York e Seoul. Dall’analisi condotta dagli autori del rapporto emerge che i numerosi interventi per migliorare l’efficienza energetica dei trasporti di queste città mantengono la loro efficacia nonostante l’estrema varietà dei contesti in cui vengono realizzati.

 

Sulla base delle esperienze studiate, inoltre, il report individua una serie di misure che le amministrazioni locali e i Governi nazionali dovrebbero applicare. La Iea le ha raggruppate in tre famiglie: misure per evitare spostamenti poco efficienti (“avoid”), misure per rendere gli spostamenti più efficienti (“shift”) e misure per aumentare l’efficienza dei veicoli (“improve”).

 

Le policy della categoria “avoid” puntano ad aumentare il contenimento dei consumi e delle emissioni di Co2 attraverso una migliore pianificazione degli spazi urbani e a iniziative che puntano a una gestione efficace degli spostamenti. Fra queste ci sono programmi per favorire la diffusione del tele-lavoro e l’implementazione di tecnologie logistiche.

 

Le misure della categoria “shift” incentivano l’uso di mezzi che permettono un risparmio di energia al posto dei veicoli di proprietà, abbattendo in questo modo anche la congestione del traffico. Le modalità di trasporto da privilegiare, secondo Iea, sono: i mezzi pubblici, la mobilità ciclabile, gli spostamenti a piedi e il trasporto ferroviario di merci.

 

Le policy della categoria “improve”, infine, hanno lo scopo di aumentare l’efficienza energetica di tutti i mezzi di trasporto. Un obiettivo da raggiungere attraverso la diffusione di veicoli meno inquinanti, che permettono anche di consumare meno energia. Tra i provvedimenti che fanno parte di questa famiglia ci sono gli incentivi all’acquisto di veicoli elettrici, ibridi e che usano carburanti meno inquinanti”.

 

I Governi non si devono concentrare solo su alcune tecnologie e devono ragionare nel lungo periodo - ha detto il Direttore esecutivo della Iea Maria Van der Hoeven, commentando i dati del rapporto -. Devono capire come costruire e rinnovare le loro città tenendo presente che nel 2050 saranno abitate da circa 6,3 miliardi di persone. È necessario pianificare già da oggi infrastrutture, piani logistici e sistemi energetici che siano funzionali anche a decenni di distanza”.