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L'efficienza energetica e stato degli edifici in Europa

Il recepimento della direttiva edifici in Italia necessita di essere inserito nel contesto più ampio dell'evoluzione verso un approvvigionamento e una gestione efficiente dell'energia a livello europeo se non addirittura mondiale.

di Marco Pezzaglia*

 

Il recepimento della direttiva edifici in Italia necessita di essere inserito nel contesto più ampio dell'evoluzione verso un approvvigionamento e una gestione efficiente dell'energia a livello europeo se non addirittura mondiale. Il presente documento presenta lo stato energetico degli edifici in Europa. Ne deriva un quadro globale di necessità di efficientamento dell'energia negli edifici, di potenzialità di valorizzazione in ambito internazionale di modelli sviluppati in ambito nazionale, nonché un quadro generale in sensibile evoluzione. Il messaggio che se ne ricava è che l'industria nazionale dell'efficienza energetica, oltre al mercato nazionale sostenuto da programmi di sostegno a volte di medio breve termine, potrebbe trovare nell'internazionalizzazione una notevole fonte di allargamento del business.

 

Nel 2010, il 41% dei consumi finali di energia è avvenuta negli edifici: il settore del consumo negli edifici rappresenta la voce più consistente a livello europeo, seguita da un 32% nei trasporti e da un 25% nell'industria. Questi e altri sono i numeri presentati da due recenti rapporti che fotografano lo stato energetico degli edifici in Europa. Più precisamente i dati sono stati pubblicati nel rapporto “Energy Efficiency Trends in Buildings in the EU - Lessons from the ODYSSEE MURE project” di ADEME (Agence de l'Environnement et de la Maitrise de l'Energie) supportato dal programma Intelligent Energy Europe – Settembre 2012, e nel rapporto “Europe's buildings under the microscope” di BPIE (Building Performance Institute Europe) – Ottobre 2011[1].

 

Proseguendo nell'analisi dei predetti rapporti emerge che 25 sono i miliardi di m2di superficie di edifici così suddivise per area geografica

 

 

di cui il 75% è rappresentato da edifici residenziali e nel rimanente 25% non residenziale, la maggiore percentuale si riscontra nelle strutture di vendita all'ingrosso (logistica) e al dettaglio e dalle strutture adibite ad uffici: questi ultimi due comparti, nell'insieme, totalizzano il 50% del totale non residenziale.

 

 

In media più del 70% degli edifici è stato realizzato prima del 1990,

 

 

E in media gli edifici ricadono per circa il 60% in abito urbano mentre il rimanente 60% in ambito rurale.

 

 

 

Il livello medio di consumo degli edifici in Europa valutato in kWh/m2 è di circa 200 per il settore residenziale e di circa 300 per il settore non residenziale anche se si registrano, per alcuni paesi campione, tassi decrescenti di consumo specifico (kWh/m2 anno) almeno nell'energia destinata al riscaldamento.

 

Nel 2010 i combustibili fossili (gas, olii combustibili e combustibili solidi) nell'insieme rappresentano ancora la parte predominante di approvvigionamento almeno nelle regioni nord-ovest e sud dell'Europa.

 

 



[1]    I dati indicati nel presente documento sono stati ricavati dai rapporti citati i quali vengono resi disponibili in versione integrale in allegato.

 

*Marco Pezzagila è founding partner di EfficiencyKNow - partner tecnico di Smart Energy Expo