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L’efficienza energetica è la chiave per abbattere le emissioni di Co2

Lo rivela il rapporto “Verso un’Italia low carbon: sistema energetico, occupazione e investimenti” realizzato dall’Enea.

 

L’efficienza energetica ha un ruolo chiave nel percorso che porta alla realizzazione di un sistema economico a basse emissioni di Co2. È quanto emerge dal rapporto EneaVerso un’Italia low carbon: sistema energetico, occupazione e investimenti”. Il documento, presentato il 24 ottobre, delinea una road map europea al 2050 per ridurre le emissioni di anidride carbonica dell’80% (rispetto al 1990), in grado di mantenere inalterate la sicurezza energetica e la competitività dell’economia del nostro Paese.

 

Nel corso della presentazione del rapporto, Giovanni Lelli, Commissario dell’Enea, ha dichiarato: “Gli scenari elaborati dall’Enea rivelano che il passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2050 è per l’Italia tecnicamente ed economicamente fattibile. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo intraprendere azioni finalizzate a decarbonizzare il sistema di produzione dell’energia elettrica, incrementando l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili e sviluppando nuove tecnologie per la mobilità elettrica e  le smart grid. Anche il settore civile e quello dei trasporti contribuiscono alla riduzione delle emissioni climalteranti”.

 

Proprio il settore civile è uno degli ambiti dove gli interventi di efficientamento potrebbero dare un grande contributo per il raggiungimento di questo traguardo. Nello specifico, l’efficienza energetica potrebbe (insieme a un aumento della produzione da rinnovabili) portare a una riduzione delle emissioni del 22% entro il 2050.

 

L’efficienza sarebbe in grado di permettere un’importante diminuzione delle emissioni anche nel settore industriale. Secondo il rapporto Enea, “l’efficientamento e l’elettrificazione di alcuni processi produttivi” porterebbe a un taglio del 18% della Co2 in atmosfera.

 

Per raggiungere l’abbattimento delle emissioni, secondo lo scenario tracciato da Enea, è necessario anche decarbonizzare la generazione elettrica (34% all’obiettivo finale), e promuovere l’utilizzo di auto elettriche, e biocarburanti (soprattutto quelli di seconda generazione).

 

L’analisi di scenario effettuata dall’Agenzia è accompagnata da uno studio sull’impatto economico delle detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, ipotizzandone il prolungamento fino al 2020 (ad oggi è confermata solo fino a fine 2014). Lo studio ha valutato anche diverse ipotesi di copertura della conferma per mantenere in pareggio il bilancio statale.

 

Secondo le proiezioni, gli incentivi porterebbero almeno tre vantaggi. In primo luogo, un incremento della produzione settoriale di 2,5 miliardi di euro. Inoltre, verrebbero garantite 157 milioni di euro di maggiori entrate (in media), che compenserebbero parzialmente i tagli al bilancio pubblico per il finanziamento delle detrazioni fiscali. Infine, il prolungamento porterebbe un incremento medio annuo dell’occupazione pari a 20.600 unità.