organized by veronafiere

L'efficienza che verrà

Percorso di riflessioni sulla nuova Direttiva Europea 2012/27/UE. A cura di Marco Pezzaglia.

di Marco Pezzaglia*

 

Come noto lo scorso 25 ottobre 2012 il Parlamento Europeo ed il Consiglio hanno adottato la Direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica che modifica il quadro delle disposizioni europee in tema di efficienza energetica finora stabilite. Il recepimento della nuova direttiva dovrà avvenire entro il 5 giugno 2014. La presente rubrica intende proporre alcune analisi e riflessioni sulla direttiva a partire dalla sua struttura che è sinteticamente di seguito indicata.

 

1. Oggetto e ambito di applicazione: perché una nuova direttiva?

In senso stretto la direttiva ha come oggetto la definizione di un quadro comune a livello europeo per il raggiungimento di un obiettivo europeo di riduzione dei consumi a cui tutti i Paesi membri sono chiamati a contribuire. La direttiva interviene a porre le basi per la rimozione degli ostacoli e per colmare le carenza almeno di due precisi fattori della filiera energetica, vale a dire:

 

  • l'efficienza nella fornitura dell'energia
  • l'efficienza nell'uso dell'energia

 

Ma perché una nuova direttiva?

L'efficienza energetica è un valido strumento per affrontare in maniera efficace e virtuosa le criticità connesse con lo stato di approvvigionamento energetico dell'Unione europea.

 

Nella parte introduttiva della direttiva si illustra come l'Unione si trovi di fronte a sfide senza

precedenti determinata da una maggiore dipendenza dalle importazioni di energia, dalla scarsità di risorse energetiche, nonché dalla necessità di limitare i cambiamenti climatici e di superare la crisi economica. L'efficienza energetica costituisce un valido strumento per affrontare tali sfide. Vediamo il perché:

 

  • essa migliora la sicurezza di approvvigionamento dell'Unione,riducendo il consumo di energia primaria e diminuendo le importazioni di energia;
  • essa contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra in modo efficiente in termini di costi e quindi a ridurre i cambiamenti climatici;
  • il passaggio a un'economia più efficiente sotto il profilo energetico dovrebbe inoltre accelerare la diffusione di soluzioni tecnologiche innovative e migliorare la competitività dell'industria dell'Unione, rilanciando la crescita economica e la creazione di posti di lavoro di qualità elevata in diversi settori connessi con l'efficienza energetica.

 

L'Europa non è sulla buona strada (nonostante tutto) dal punto di vista di un sufficiente sviluppo dell'efficienza energetica.

Le conclusioni del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 hanno riconosciuto che l'obiettivo di efficienza energetica dell'Unione non è in via di realizzazione e che sono necessari interventi decisi per cogliere le notevoli possibilità di risparmio energetico nei settori dell'edilizia, dei trasporti, nei prodotti e dei processi di produzione. Per porre rimedio a tale situazione il piano di efficienza energetica 2011 ha indicato una serie di politiche e misure di efficienza energetica che interessano tutta la catena energetica, ivi incluse la produzione, la trasmissione e la distribuzione dell'energia; il ruolo guida del settore pubblico nell'ambito dell'efficienza energetica; gli edifici e le apparecchiature; l'industria; e la necessità di consentire ai clienti finali di gestire i propri consumi energetici.

 

È necessario riformare il quadro comunitario di riferimento per lo sviluppo dell'efficienza energetica.

In questo ambito occorre aggiornare il quadro giuridico dell'Unione relativo all'efficienza energetica con una direttiva che persegua l'obiettivo generale della realizzazione dell'obiettivo di efficienza energetica che mira a ridurre del 20 % il consumo di energia primaria del l'Unione entro il 2020 e di realizzare ulteriori miglioramenti in materia di efficienza energetica dopo il 2020.

 

*Marco Pezzagila è founding partner di EfficiencyKNow - partner tecnico di Smart Energy Expo