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“Integrazione fra le imprese, formazione e ricerca per l’efficienza energetica”

Con il Sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Gian Luca Galletti, un approfondimento su questi temi.

 

Ricerca, innovazione, formazione e integrazione fra le imprese. Sono i punti chiave su cui si basa la promozione dell’efficienza energetica nel nostro Paese. Di questo argomento avevamo già parlato in una recente twittintervista con il Sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Gian Luca Galletti. Abbiamo ripreso questi temi in un’intervista di più ampio respiro con lo stesso Sottosegretario. 

Sottosegretario Galletti, quanto è importante la formazione di personale ad hoc per aumentare l'efficienza energetica?
“Fondamentale. La formazione e l’istruzione sono il primo passo per lo sviluppo di un mercato così innovativo. Un’adeguata formazione, a ben vedere, è una prerogativa necessaria per tutti gli ambiti in cui si stanno attuando politiche per l’innovazione, sia tra dipendenti e addetti ai lavori che tra i cittadini e gli utenti stessi. In questo quadro, naturalmente, rientra anche il tema dell’energia. Una formazione che va intesa sotto diversi profili: non si tratta, infatti, solo di una formazione per l’utilizzo delle diverse soluzioni tecnologiche oggetto di progetti e sperimentazioni, ma anche di un processo orientato alla diffusione di una maggiore consapevolezza dell’impatto sociale ed economico del tema dell’efficienza energetica. Ciò deve avvenire in diversi ambiti del nostro sistema produttivo, in modo da stimolare la diffusione orizzontale e trasversale di idee, pratiche e nuovi scenari”.


Quanto conta investire in ricerca e innovazione in campo energetico per superare la crisi?

“Sebbene in misura minore rispetto agli altri Paesi europei anche in Italia, nonostante la crisi, il budget per ricerca e sviluppo in ambito energetico è aumentato, superando di poco i 1.300 milioni di dollari, e tornando quasi ai livelli del 2008, quando si raggiunsero 1.411 milioni. Da parte del MIUR, le risorse messe a disposizione sono state circa 200 milioni di euro (confluiti nel fondo PON "Ricerca e Competitività” al fine di favorire opportune forme di collegamento e integrazione tra le migliori competenze pubbliche e private presenti nelle quattro Regioni dell'Obiettivo Convergenza) e 408 milioni di euro (di cui 368 sul fondo FAR, sia nella forma del contributo nella spesa  sia di credito agevolato, e 40 sul fondo PON ‘Ricerca e Competitività’)”.

 

Quali vantaggi porteranno questi fondi?

“Attraverso investimenti come questi l’Italia potrà superare la crisi attuale e cogliere le opportunità di rilancio dell’economia mondiale. Si tratta di investire nell’ottica di azioni strategiche che impattino sul nostro sistema Paese rinnovandolo, attivando partnership e relazioni tra i diversi soggetti cooperanti in vista di obiettivi comuni, di lungo periodo”.

 

Quanto è importante diffondere la cultura dell’efficienza energetica fra i cittadini e le imprese?

“Molto: come già detto in precedenza, una cultura diffusa e pervasiva su questo argomento è l’unica soluzione per generare la necessaria consapevolezza sul tema, sulle esigenze e le urgenze ad esso collegate in grado di fare da volano a questo settore. Inutile negare, poi, quanto appaia necessario favorire la diffusione di una adeguata “sensibilità” al tema dell’efficienza energetica, che è una componente necessaria per garantire la sostenibilità delle diverse iniziative che stanno prendendo piede in questi mesi e che, nel loro complesso e sul lungo periodo, apriranno a scenari ancora più innovativi. Ma forse la sfida più importante è, come si è detto, quella di accendere la miccia dell’innovazione nelle piccole e medie imprese, sulle quali si basa il tessuto produttivo italiano”.

 

Come si possono convincere le Pmi a investire sull’innovazione?

“Su questo punto, negli ultimi anni, il MIUR ha prima finanziato numerosi distretti industriali a livello nazionale poi, lo scorso anno, ha finanziato l’evoluzione di questi in cluster innovativi, dove imprese grandi e piccole, pubblico e privato, settori diversi collaborano per vincere nella competizione internazionale”.


Il MIUR ha in cantiere progetti per diffondere la cultura dell'efficienza energetica?
È uno dei temi portanti dei nostri progetti Social Innovation, Smart cities and Communities e Cluster Nazionali. Tra i temi di questo bando, due riguardano direttamente il tema dell’energia: Renewable Energy e Smart Grid e Energy efficiency e low carbon technologies. Il primo è orientato a sostenere l’innovazione del settore dell’energia attraverso lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e gestionali in grado di promuovere e rafforzare il recupero, la produzione e la gestione integrata delle diverse fonti energetiche rinnovabili e dei relativi sistemi di distribuzione. L’obiettivo è valorizzare le relazioni tra la dimensione urbana e rurale nelle politiche energetiche, ambientali e climatiche delle smart community. Il tema Energy efficiency e low carbon technologies, invece, sostiene il miglioramento delle performance energetiche e ambientali di agglomerati urbani, siti industriali e ambienti rurali, attraverso lo sviluppo di tecnologie e modelli gestionali, anche integrati, in grado di ridurre i consumi energetici, promuovere l’utilizzo razionale delle risorse naturali, abbattere le emissioni di gas climalteranti e sostenere lo sfruttamento, attraverso la riconversione, dei reflui derivanti dalle lavorazioni industriali”.

 

E per quanto riguarda il tema della ricerca?

“Il MIUR è operativo anche sui fronti della ricerca di base (con i programmi PRIN e FIRB su cui il ministero vuole lavorare in ottica di minor frammentazione) e della ricerca industriale. Su questo settore ricadono anche alcune linee di ricerca legate all’energia, per le quali si registra la presenza di grandi imprese che sostengono direttamente con risorse proprie, o avvalendosi della collaborazione di centri di competenza pubblici, attività di sviluppo industriale sul tema energetico. Esistono, inoltre, strumenti dedicati alla ricerca applicata in campo energetico, in particolare il fondo per la Ricerca di Sistema, gestito dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas”.

 

A livello europeo esistono pratiche virtuose che possiamo adottare anche nel nostro Paese?

“Le pratiche sono molte, penso però che prima di guardare fuori dall’Italia sia fondamentale mettere a sistema le tante eccellenze presenti nel nostro Paese.

A livello europeo l’energia avrà, nel prossimo programma quadro Horizon 2020, un ruolo decisamente più rilevante rispetto a quello giocato nell’attuale programma che sta per concludersi con la fine dell’anno. In quest’ambito, tuttavia, è importante che l’Italia riesca a ritagliarsi un proprio ruolo da protagonista nella sfida che l’Europa giocherà a livello mondiale contro competitor come Usa e Asia”.

 

Che cosa serve per raggiungere questo obiettivo?

“Per ritornare leader occorre una maggiore selettività dei progetti e delle priorità tecnologiche e un più stretto coordinamento tra Governi. A livello nazionale, l’Esecutivo, in tutte le sue componenti, si impegnerà a utilizzare meglio i fondi a disposizione puntando soprattutto su una minore frammentarietà dei progetti e su un maggiore coordinamento tra centro e periferia, da realizzare anche attraverso i fondi strutturali. Si tratta di un passo fondamentale per sedersi al tavolo dell’Europa con una forza ancora maggiore”.