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Innovazione energetica, bisogna attrarre gli investimenti dei privati

Con il Presidente di I-Com Stefano Da Empoli un focus su ricerca ed efficienza energetica in Italia.

 

L’Italia investe poco in ricerca e innovazione. È quanto emerge dal “Rapporto 2013 sull’Innovazione Energetica” di I-Com (Istituto per la Competitività), presentato nei giorni scorsi. Secondo lo studio, l’Italia si posiziona in fondo alla classifica dei principali Stati per gli investimenti in innovazione energetica (1,31 miliardi di dollari). Buone notizie, invece, sul fronte dell’efficienza: il nostro Paese impegna più risorse degli altri. Abbiamo approfondito l’argomento con Stefano da Empoli, presidente di I-Com.

 

Presidente, quali sono le cause del cattivo posizionamento dell’Italia?

“Il motivo principale è lo scarso apporto dei privati. Sul piano degli investimenti pubblici, infatti, siamo quasi al livello degli altri Paesi più sviluppati. Il motivo principale di questo ritardo è dovuto al fatto che il nostro sistema produttivo si basa soprattutto su piccole e medie imprese che, purtroppo, hanno la possibilità di spendere meno in ricerca e innovazione rispetto a realtà di dimensioni maggiori. Ma non si deve ridurre tutto a un problema di risorse, conta anche come queste vengono spese e in base a quali priorità”.

 

Nel rapporto vengono indicate diverse misure per una politica a sostegno dell'innovazione. Quali sono da attuare con più urgenza?

“Serve un’inversione di rotta per quanto riguarda le politiche in materia di energia e innovazione. Per prima cosa sono necessari obiettivi chiari e a lungo termine. La Strategia energetica nazionale rappresenta un passo in avanti, anche se si dovrebbe guardare ben oltre il 2020. La Sen contiene inoltre alcune linee guida per il 2050, ma si tratta solo di accenni. Per promuovere l’innovazione in campo energetico bisogna anche sostenere le imprese. In tal senso, i crediti d’imposta sono uno strumento molto efficace perché garantiscono certezza e trasparenza negli investimenti”.

 

Oltre ai crediti di imposta cosa si deve fare per promuovere l’innovazione in campo energetico?

“Le istituzioni pubbliche dovrebbero aiutare le imprese ad accedere al mercato dei brevetti, permettendo in questo modo alle aziende di proteggere le proprie invenzioni a costi sostenibili. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un alleggerimento degli oneri burocratici. Serve, infine, una governance che garantisca maggiore coordinamento. Bisogna infatti concentrare risorse finanziarie e umane su alcuni filoni di ricerca e di innovazione e non disperdere fondi ed energie in tanti progetti di piccole dimensioni sui quali il potenziale è fatalmente basso”.

 

Per quanto riguarda l'efficienza energetica, invece, l'Italia investe in percentuale più degli altri Paesi, come si spiega questo fenomeno?

“Sicuramente è legato anche alla presenza di aziende importanti nella filiera dell’efficienza, a differenza di altri settori. A livello generale l’Italia ha grandi potenzialità in questo ambito. Non è un caso che il 12% delle pubblicazioni scientifiche sull’argomento provenga proprio dal nostro Paese. È una testimonianza del fatto che su questo argomento c’è un grande interesse. Per quanto riguarda i brevetti, però, siamo più indietro e questo dimostra che non riusciamo a tradurre a pieno l’interesse per l’efficientamento in innovazione”.

 

In che misura l'innovazione e l'efficienza energetica possono aumentare la competitività delle nostre imprese?

“Puntare su questi due fattori può aumentare la competitività sia in maniera diretta, per quel che riguarda cioè i processi produttivi, sia indiretta, permettendo cioè una riduzione dei costi energetici. Occorre, però, investire bene i fondi che abbiamo disposizione”.

 

Nel decreto Fare, a proposito, sono previsti anche dei fondi per l’innovazione e lo sviluppo.

“Si tratta senz’altro di una buona iniziativa ma gli stanziamenti, di qualsiasi entità essi siano, devono necessariamente essere fatti con tempi certi e seguire procedure trasparenti ed efficaci. Solo in questo modo faremo passi in avanti nell’efficienza energetica e nell’innovazione”.