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“Incentivi e strumenti normativi precisi per promuovere l’efficienza energetica”

Con Enrico Bonacci del ministero dello Sviluppo economico parliamo del percorso dell’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi nazionali.

 

Con l’entrata in vigore del Decreto legge 63 del 4 giugno, relativo alla riqualificazione energetica in edilizia, l’Italia compie un passo in avanti verso il raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di efficienza energetica. Del percorso del nostro Paese in questo ambito abbiamo parlato con Enrico Bonacci del ministero dello Sviluppo economico. L’argomento era stato trattato da Bonacci anche nel corso di "Finanziare l’efficienza energetica: opportunità e strumenti per lo sviluppo", organizzato alla rappresentanza a Milano della Commissione europea da Smart Energy Expo. Questo tema sarà approfondito ulteriormetne durante il Summit del 9 Ottobre a Verona.

 

Ingegner Bonacci, quanto è lontana l'Italia dal raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica stabiliti dall'Europa?

“L’Italia si trova a buon punto, tanto che abbiamo spinto più in avanti l’asticella degli obiettivi, portando dal 20 al 24% il target per l’efficienza energetica previsto per il 2020. Per centrare questo traguardo al nostro Paese servono precisi standard normativi e strumenti incentivanti efficaci. Riguardo al primo punto, il decreto legge del 4 giugno dovrebbe fornire un quadro più chiaramente delineato degli obblighi da seguire e degli obiettivi da raggiungere. Per quanto riguarda gli strumenti incentivanti, il Governo punta su Certificati bianchi, Conto termico e detrazioni fiscali, tutti strumenti rilanciati e potenziati di recente proprio al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi”.

 

Quale di questi tre meccanismi di incentivazione otterrà i risultati migliori?

“Il Governo ripone grande fiducia nei certificati bianchi. Il decreto del 28 dicembre 2012 ha migliorato e potenziato il sistema dei titoli di efficienza energetica rendendo il meccanismo di rimborso più coerente rispetto alle dinamiche del mercato. I Tee sono stati rivisti anche al fine di attrarre maggiormente gli investimenti su interventi di efficientamento energetico in ambito industriale, uno dei settori dove si ravvisano ampi margini di miglioramento”.

 

Oltre agli incentivi e agli standard normativi, cos'altro serve all'Italia per compiere passi in avanti nel campo dell'efficienza energetica?

“L’efficienza energetica è un settore che subisce il problema dell’accesso al credito. Per far fronte a questa situazione c’è bisogno di un quadro di attori ben coordinato. Solo in questo modo è possibile creare quella fiducia che è in grado di attrarre investimenti. Questa situazione si nota in particolare nel settore pubblico. Ad oggi, infatti, un ente che vuole compiere interventi di efficientamento, se non ha fondi a disposizione, deve affidarsi a una Esco. Quest’ultima ha la possibilità di rivolgersi a un istituto di credito per finanziare i lavori. Al fine di sbloccare l’accesso al credito per le Esco, il Governo punta sullo sviluppo di nuovi e più efficaci contratti di Energy Performance (EPC) che prevedono che gli investimenti vengano ripagati con i risparmi energetici generati dall’intervento stesso”.

 

Come si può ottenere un maggiore coordinamento fra le parti in causa?

“Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, un aiuto potrebbe arrivare dall’introduzione di una contrattualistica sponsorizzata dallo Stato. Con dei contratti garantiti dal Governo centrale forse si genererebbe quella fiducia necessaria ad aprire i rubinetti del credito. Il decreto legge del 4 giugno prevede un fondo di garanzia apposito che dovrebbe servire proprio a questo scopo”.