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«Impianti termici più efficienti con le norme UE»

Moreno Barbani, di CNA Modena, illustra i vantaggi delle nuove norme per l’efficienza energetica sugli impianti termici e il ruolo essenziale degli installatori

Gli impianti di riscaldamento hanno un peso specifico importante nei consumi energetici. Per questo contare sempre più su apparecchi efficienti è determinante per ridurre il loro fabbisogno. Tutto questo lo sa bene l’Unione Europea che si è posta obiettivi sensibili in materia di efficienza energetica. A tale proposito, si attendono nuove e importanti novità in materia nel mondo delle installazioni termiche: da una parte cresce l'interesse a classificare gli apparecchi di riscaldamento sulla base dei consumi e dall'altra parte vi è un interesse crescente alla contabilizzazione del reale consumo energetico degli utenti. Per approfondire la questione normativa e i riflessi conseguenti, abbiamo incontrato Moreno Barbani, Responsabile CNA Installazione Impianti Emilia Romagna. La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa è organizzatrice nella propria sede modenese, il 14 settembre, di un convegno specifico, intitolato “Applicazione delle Direttive europee in materia di efficienza degli impianti termici – Adempimenti e opportunità per gli installatori”, tappa di avvicinamento a Smart Energy Expo.

 

Ingegner Barbani, quando parliamo di impianti termici, quanto è il potenziale risparmio ottenibile puntando all’applicazione delle direttive europee specifiche, contando tra l’altro su un mercato decisamente vivo, dato che in Italia ogni anno si acquistano 850mila caldaie?

È difficile fare valutazioni attendibili perché la basi di dati disponibili sono a loro volta poco attendibili e poco aggiornate. Applicare le Direttive ha una valenza ampia; significa promuovere le nuove e più efficienti tecnologie impiantistiche e utilizzarle in edifici meno energivori ma anche esercitare con maggiore assiduità la manutenzione degli impianti e introdurre comportamenti più virtuosi da parte degli utilizzatori. Da proiezioni fatte in Emilia Romagna abbiamo infatti stimato che la sola manutenzione degli impianti termici, se svolta correttamente e secondo le frequenze raccomandate, potrebbe portare ad un risparmio pari a circa il 20% dell’intero obiettivo regionale di risparmio nel settore residenziale. Si può comunque ipotizzare che dall’innovazione impiantistica si possa ottenere mediamente una riduzione dei consumi del 15-20% e che altrettanto, se non di più, sia ottenibile dalla coibentazione degli immobili. (per esempio, da stime rese recentemente disponibili da CRESME, risulterebbe che nel 2014 siano state installate in Italia circa 1.240.00 generatori di calore).

 

Dal 26 settembre prossimo entrerà in vigore il regolamento 811/2013 in materia di etichettatura energetica (insieme a 812,813,814), una novità che Assotermica ha definito epocale. Quali risvolti positivi avrà, secondo lei, la loro introduzione e applicazione e, in generale, le altre norme in tema?

Contrariamente a tanti luoghi comuni sui problemi che deriverebbero dall’Europa, ritengo che la spinta europea sia stata e sia decisiva per innescare il processo di innovazione tecnologica del settore e superare immobilismi e tendenze conservatrici. L’etichettatura energetica, oltre a consentire maggiore consapevolezza del consumatore (come da anni ormai avviene con gli elettrodomestici) “costringerà” gli operatori ad un ulteriore passo in avanti nella specializzazione professionale. Non si tratta di un elemento scontato o secondario ma bensì fondamentale per consolidare un processo, per ora solo avviato, di riqualificazione energetica degli immobili.

 

L’installatore diventa una figura basilare nella corretta applicazione “sul campo” delle disposizioni normative in materia di efficienza energetica. In sintesi, quali responsabilità ha e quale ruolo gioca nel più ampio disegno di centrare gli obiettivi comunitari?

Occorre che, anche a livello governativo e decisionale, maturi la consapevolezza che la riqualificazione degli impianti e degli edifici non potrà sviluppare tutte le sue potenzialità solo stimolando la domanda con incentivi fiscali. È essenziale infatti che la domanda incroci un’offerta sempre più qualificata, che stimoli verso le soluzioni più innovative e performanti e che non si limiti ad assecondare la diffusa tendenza del cliente all’investimento ridotto, a scapito dei risultati di medio e lungo periodo, ma sia in grado di proporre, suggerire proposte di elevata efficienza. L’installatore è quindi, secondo noi, una figura essenziale ai fini del raggiungimento degli obiettivi energetici e necessiterebbe in Italia di una maggiore attenzione e di una revisione complessiva e organica del suo ruolo, partendo innanzitutto dall’aggiornamento e coordinamento della legislazione che regola la professione, oggi dispersa in innumerevoli provvedimenti.

 

La prossima entrata in vigore di tali regolamenti significherà per gli installatori la necessità di conoscerli e di capire anche i riflessi che apporteranno sul mercato. A tal proposito, eventi come l’appuntamento del 14 settembre quale importanza avranno per informare gli addetti ai lavori?

CNA Installazione Impianti ha una storica e consolidata capacità di aggiornare, informare e formare i propri associati; capacità che cerchiamo continuamente di migliorare ed adeguare. Da tempo abbiamo infatti compreso che la qualificazione professionale è un fattore essenziale di competitività per le imprese e deve quindi curata e approfondita sempre di più e sempre meglio. L’incontro del 14 si inserisce perfettamente nella nostra iniziativa volta ad ampliare le collaborazioni con soggetti qualificati che consentano di rispondere in modo sempre più adeguato ed efficace alle esigenze delle imprese.