organized by veronafiere

Il conto termico per la promozione dell’efficienza energetica nei condomini e nella P.A.

Emanuela Peruzzi del GSE fa chiarezza sulle caratteristiche e i vantaggi del Conto Termico e su quanto possa contribuire allo sviluppo degli obiettivo energetico-ambientali

Quali sono, in sintesi, le caratteristiche e i vantaggi che offre il Conto Termico a chi vive in condominio?

I condomìni, configurandosi come soggetti privati, hanno a disposizione una serie di interventi incentivabili, riguardanti gli impianti comuni all’edificio, quali:

  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompe di calore elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica, o idrotermica,
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con generatori di calore alimentati a biomassa;
  • l’installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  • la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

 

Peruzzi Emanuela di GSE per Smart Energy Expo

Nel caso di interventi relativi alla singola unità immobiliare, è il proprietario a presentare richiesta. L’incentivo, calcolato sulla base di parametri tabellati e dati di targa, è erogato in due o al massimo cinque rate annuali, consentendo una riduzione del tempo di ritorno dell’investimento. Inoltre, i condomini potrebbero anche avvalersi di una ESCo, mediante la stipula di un contratto di servizio energia conforme all’allegato II al decreto legislativo 115/2008.

Come specificato dal decreto 28 dicembre 2012, che ha istituito il Conto Termico, gli interventi di efficienza energetica, tra cui: l’isolamento termico di superfici opache, la sostituzione di chiusure trasparenti, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore a condensazione, sono riservati alla sola Pubblica Amministrazione.

 

Come va ad agire rispetto alle altre misure incentivanti?

Con riferimento al settore residenziale, il Conto Termico e le Detrazioni Fiscali rappresentano i principali strumenti per l’efficienza energetica, quest’ultime indubbiamente più conosciute e utilizzate, seppur limitate dalla capienza fiscale del contribuente e caratterizzate da un recupero della spesa sostenuta (50%, 65%) in 10 anni, rispetto ai 2 o 5 anni del Conto Termico.

Rispetto al meccanismo dei Certificati Bianchi, che dispone di schede tecniche standard per interventi di efficienza energetica tra cui l’isolamento di pareti, le coperture e la sostituzione delle chiusure trasparenti, il Conto Termico presenta una notevole semplificazione nelle modalità di accesso, non essendo prevista una dimensione minima di risparmio di energia primaria, né l’obbligo per un soggetto privato, quale un condominio, di avvalersi di una società di servizi energetici. Inoltre, il Conto Termico, prevedendo un incentivo diretto, non aggrava il soggetto beneficiario degli oneri amministrativi relativi alla compravendita dei titoli di efficienza energetica e garantisce un valore certo del beneficio percepito.

Va ricordato che la Strategia Energetica Nazionale, nel definire i settori di intervento dei diversi strumenti di incentivazione all’efficienza energetica, ha individuato nel Conto Termico un valido supporto per le Pubbliche Amministrazioni, a cui sono riservati specifici contingenti di spesa e categorie di intervento.

 

Finora il Conto Termico non ha avuto lo sviluppo che forse era atteso inizialmente. Quali i motivi di questo mancato sviluppo e cosa si sta pensando di fare per agevolare un più largo impiego?

Il Conto Termico è uno strumento nuovo, innovativo, che dopo alcune difficoltà iniziali, fisiologiche nella fase di start-up di qualsiasi sistema di incentivazione, sta registrando nell’ultimo anno un incremento nel numero di richieste presentate e una maggiore qualità nella predisposizione delle medesime, con una conseguente riduzione dei tempi di svolgimento dell’istruttoria tecnica. I dati del contatore pubblicato dal GSE evidenziano un utilizzo ancora limitato del meccanismo, nonostante le sue enormi potenzialità in termini di impegno di spesa annua cumulata assegnata – al 1° giugno 2015 risultano impegnati incentivi pari a circa il 4% dei 900 milioni annui a disposizione.

Le cause sono riconducibili a una modesta conoscenza del meccanismo sia tra le Pubbliche Amministrazioni sia tra i soggetti privati e alla difficoltà per gli Enti locali di reperire le risorse necessarie per avviare i lavori di realizzazione degli interventi.

L’esigenza di semplificare le modalità di accesso, manifestata dagli operatori, è stata accolta dal GSE che a fine 2014, ha razionalizzato le informazioni richieste in fase di compilazione della scheda-domanda con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi a carico dei soggetti potenzialmente beneficiari dell’incentivo.

Inoltre, con la pubblicazione del documento di consultazione sull’aggiornamento del Conto Termico, il Ministero dello sviluppo economico ha individuato nuove misure di potenziamento e semplificazione, puntando sull’ampliamento degli interventi eleggibili per le Pubbliche Amministrazioni (illuminazione di interni e delle pertinenze esterne, building automation, trasformazione degli edifici in “edifici a energia quasi zero”), sulla semplificazione delle modalità di accesso - eliminazione dei Registri - e sull’incremento dell’incentivo erogato per alcune tipologie di interventi e tecnologie (pompe di calore, isolamento termico e integrazione edifico-impianto in zone climatiche E e F).

Infine, allo scopo di promuovere l’accesso al Conto Termico per gli apparecchi di piccole dimensioni, con potenza termica fino a 35 kW e 50 mq per i collettori solari, è stata proposta la predisposizione di una lista di “prodotti idonei”, precedentemente validati dal GSE, per i quali si applicherebbe una procedura semi-automatica ai fini dell’erogazione dell’incentivo. Tutto ciò unito alla riduzione delle tempistiche di pagamento - al massimo 90 giorni – e al rilascio dell’incentivo in un’unica soluzione fino a 5.000 euro, renderebbe il Conto Termico un volano alla realizzazione dell’intervento.

 

Quanto può contribuire il Conto Termico a raggiungere gli obiettivi energetico-ambientali soprattutto nel campo della efficienza energetica?

Nel recepire l’art.7 della Direttiva sull’efficienza energetica 2012/27/UE, l’Italia ha adottato come regime obbligatorio per l’efficienza energetica il meccanismo dei Certificati Bianchi, al quale è stato assegnato almeno il 60% dell’obiettivo di risparmio di energia al 2020, pari a 26 Mtep.

Il restante 40% dell’obiettivo dovrà essere ottenuto attraverso le misure di incentivazione degli interventi dell’incremento dell’efficienza energetica vigenti, il Conto Termico e le Detrazioni Fiscali.

Le misure di semplificazione e potenziamento del Conto Termico hanno l’obiettivo di promuovere lo sviluppo dello strumento, anche in considerazione degli obiettivi definiti nella Direttiva. In particolare, l’ampliamento delle tipologie di interventi incentivabili per le Pubbliche Amministrazioni, contestualmente alla semplificazione amministrativa e all’ incremento dell’incentivo per alcune tecnologie, rappresentano una valida opportunità per diffondere il meccanismo.

Inoltre, la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di richiedere un anticipo dell’intero incentivo spettante all’avvio dei lavori, introdotta dal D.lgs 102/2014, può consentire il superamento delle criticità relative al reperimento delle risorse necessarie.

Non da meno, il Conto Termico rappresenta un’importante forma di cofinanziamento per la realizzazione degli interventi di miglioramento della prestazione energetica degli immobili della Pubblica Amministrazione centrale, al fine del raggiungimento dell’obbligo di risparmio energetico cumulato, nel periodo 2014-2020, di 0,04 Mtep. Un elemento importante visto che la Pubblica Amministrazione deve porsi come esempio virtuoso per la promozione dell’efficienza energetica.