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Energia, sostenibilità e sviluppo economico: Italia “bocciata” dal World Economic Forum

Nel report WEF e Accenture basato su crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza energetica, l’efficienza energetica è un valore ben presente nei Paesi top mondiali

L’efficienza energetica è un valore importante nella capacità di un Paese di contare su un sistema energetico equilibrato. Lo sottolinea anche il report “The Global Energy Architecture Performance Index Report 2014”, realizzato dal World Economic Forum in collaborazione con Accenture.

 

 

L'Indice valuta 124 Paesi sulla base di tre indicatori: crescita economica, sostenibilità ambientale e sicurezza energetica. Mette in evidenza i complessi compromessi e le dipendenze che affliggono i tentativi per garantire un sistema energetico equilibrato. E, in base a diversi indicatori, crea una classifica dei vari Paesi. Proprio su quest’ultimo aspetto valgono alcune considerazioni: la prima è che nei primi dieci posti la parte dei protagonisti la facciano i Paesi dell’Unione europea e dell’Ocse (eccettuati Costa Rica e Colombia). La Norvegia, seguita da Nuova Zelanda e Francia, salgono sul “podio”. A seguire: Svezia, Svizzera, Danimarca, Colombia, Spagna, Costa Rica e Lettonia.

La seconda considerazione è che se il 41% dell'energia dei primi dieci Paesi proviene da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio (nucleare compreso) rispetto a una media globale del 28, i Paesi europei occupano le posizioni più alte in classifica anche grazie alla priorità che destinano agli investimenti per lo sviluppo di economie a basse emissioni attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e politiche di efficienza energetica.

E l’Italia? È messa davvero male: 49esima su 124 nella classifica generale, si posiziona al 26esimo posto nell’UE 28, davanti solo a Cipro e Malta. E se si aggiunge che nell’indice riguardante “crescita e sviluppo economico” il nostro Paese si classifica al 60esimo posto, il dato è ancora meno incoraggiante. Come viene evidenziato nel report, nonostante l’economia italiana risulti avere oltre 12 US$ PIL/unit of energy, si fa notare in negativo per le tasse su benzina e gasolio, tra le più alte al mondo, come pure i suoi prezzi dell’energia, tra i più elevati in Unione europea. Come negli altri paesi europei, anche in Italia ci sono stati importanti investimenti nello sviluppo delle energie rinnovabili, attraverso incentivi come la “Tariffa Onnicomprensiva” o il “Conto Energia”. Tuttavia, questi investimenti su larga scala sono stati certamente determinanti ad accrescere la disponibilità di energie rinnovabili, ma hanno suscitato interrogativi sulla sostenibilità economica a lungo termine e per il costo che ricade sui consumatori, specialmente durante il periodo di recessione.