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“Efficienza, la priorità dell’Europa è investire bene”

Dialogo con Fabrizio Spada, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, sulle strategie comunitarie per l'efficienza energetica.

 

Attirare capitali privati e diffondere le best practice. Oltre alla Direttiva europea 2012/27, esistono anche altri strumenti che l’Ue ha messo in campo per implementare l’efficienza energetica. Sui vari progetti che il Vecchio continente ha adottato, abbiamo intervistato Fabrizio Spada, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea.

 

Oltre alla nuova direttiva europea, che cosa bisogna fare per promuovere l’efficienza energetica sia nel settore privato che nel pubblico?

“È necessario rendere conveniente investire sull’efficienza, sia per i privati sia per le aziende e gli enti pubblici. In questo senso diventano fondamentali strumenti che finanzino gli interventi da eseguire. Penso ad esempio all’EEEF, il Fondo europeo per l’efficienza energetica, che in due anni ha già dato buoni risultati. Il fondo è nato anche con lo scopo di coinvolgere capitali privati. La Commissione europea, da sempre, punta sulla sinergia fra pubblico e privato che, a mio parere, permette un’allocazione più efficiente delle risorse, evitando sprechi di denaro”.

 

A gennaio, la Corte dei Conti europea ha bocciato l'Italia sull'utilizzo dei fondi europei per l'efficienza energetica. Cosa non ha funzionato?

“Il problema è che in Italia si usano i fondi senza valutare in maniera adeguata se un intervento di efficientamento abbia o meno un rapporto bilanciato tra costi e benefici. Al nostro Paese servono criteri trasparenti e ragionevoli che permettano di valutare bene quali sono gli investimenti da fare. È necessario stabilire e rendere obbligatori requisiti minimi di risparmio energetico, certificare i consumi e fare ispezioni regolari. Per l’Unione, d’altronde, utilizzare bene i capitali è una priorità”.

 

Cosa sta facendo, in merito, il Vecchio Continente?

“Per cercare di promuovere un uso più oculato dei fondi, l’Ue ha avviato diverse iniziative. Ne è un esempio il ManagEnergy Award, il programma che premia i migliori progetti per la promozione dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Lo scopo del progetto è anche diffondere buone pratiche, e dare dei parametri di riferimento a chi deve investire in interventi di efficientamento”.

 

Quindi per consumare meno bisogna informarsi di più.

“Esatto. Anche in questo ambito in l’Italia ha molta strada da fare. Dovremmo prendere spunto dai paesi del Nord Europa, dove la cultura dell’efficienza energetica è più diffusa”.

 

Ci racconta una best practice che sarebbe facilmente replicabile nel nostro Paese?

"Penso al Belgio, dove la principale compagnia elettrica invia agli utenti, insieme alla bolletta, degli opuscoli che illustrano i benefici si possono ottenere con l’efficienza energetica. In questo modo i cittadini imparano a usare l’energia in maniera più razionale: dai vantaggi della domotica e degli elettrodomestici di ultima generazione agli interventi più convenienti, passando per i comportamenti virtuosi. È un accorgimento semplice, che però garantisce una diffusione capillare di questi temi”.