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Efficienza energetica,46 miliardi di Costi del Non Fare

È la stima relativa al periodo 2012-2027 fatta dall’Osservatorio I Costi del Non fare che propone alcune priorità negli investimenti infrastrutturali

 

Il settore energetico e dell’ efficienza energetica sono un «volano indispensabile per rilanciare importanti settori industriali del Paese». È quanto afferma Andrea Gilardoni, docente di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università Bocconi di Milano e presidente dell’Osservatorio I Costi del Non Fare, che valuta gli impatti economici, sociali e ambientali dei ritardi nelle infrastrutturazioni strategiche nel nostro Paese.

La sua riflessione su energia ed efficienza energetica è parte di un più complesso ragionamento fatto in occasione della presentazione dello Studio 2013 dell’Osservatorio. Tale Studio, spiega sempre Gilardoni «propone un chiaro ordine di priorità degli investimenti infrastrutturali. In primo luogo le reti a banda larga e ultralarga che, grazie alla estrema pervasività, aumentano la produttività e l’efficienza di tutti i settori dell’economia reale, ma anche l’inclusione sociale e la qualità della vita. Seguono gli investimenti in mobilità e logistica, di estrema importanza per incrementare la competitività delle nostre merci, e quelli nel settore energetico e della efficienza energetica».

La mancata realizzazione di queste opere potrebbe generare quasi 900 miliardi di euro di Costi del Non Fare (CNF) nell’arco degli anni 2012-2027, ossia circa 60 miliardi l’anno.

Della cifra totale 2012-2027, energia ed efficienza pesano per quasi 110 miliardi: per la prima voce, i CNF riguardano principalmente gli impianti di produzione elettrica (33,6 miliardi), reti di trasmissione (30,6 mld) e rigassificatori (1,1 mld). Per l’efficienza energetica riguardano rinnovabili termiche (25,9 mld), caldaie a condensazione (12,1 mld) e cogenerazione industriale (8 mld).