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«Efficienza energetica, strada da seguire con coerenza»

Ne è convinto Giuseppe Manni, presidente dell’omonimo gruppo, che punta anche sullo sviluppo delle energie rinnovabili

Qualche giorno fa Giuseppe Manni, presidente dell’omonimo gruppo, intervenuto a un convegno dedicato al settore siderurgico, core business storico dal 1945, prefigurando lo scenario dell’acciaio nei prossimi 30 anni e delle relative costruzioni è stato chiaro: non costruzioni ex novo, «Che si ridurranno fino quasi a scomparire, bensì attraverso riqualificazioni in ottica antisismica». Oltre alla riqualificazione ha parlato di «un’altra domanda destinata ad aumentare molto più di quella di prodotti» ed è quella che «riguarda il risparmio di energia; qui la siderurgia può intervenire con tetti o cappotti. Un elemento di rispetto ambientale, certo, ma anche, per non dire soprattutto, di risparmio economico».

Abbiamo incontrato il presidente Manni, volendo approfondire con lui il tema del risparmio energetico (si veda anche l'articolo di ieri focalizzato particolarmente su ristrutturazione e riqualificazione edilizia), anzi, più in particolare dell’efficienza energetica, partendo dall’esperienza del vertice di uno dei gruppi più importanti italiani non solo per l’acciaio, ma anche nel settore delle fonti rinnovabili e nel comparto delle costruzioni (realizza pannelli isolanti coibentati per costruzioni civili e industriali).

Dottor Manni, partiamo con l’affermazione di un altro presidente, Giorgio Squinzi di Confindustria, che proprio la settimana scorsa ha definito l’efficienza energetica “strada per la crescita”...

Innanzitutto, sono molto grato a Giorgio Squinzi per questa definizione. Desidero però che Confindustria sia coerente con questo desiderio e aspirazione perché, come ho già sostenuto nella sede della stessa associazione a Roma, è una posizione ondivaga quella espressa dall’associazione. Quando si proteggono gli interessi superiori dei produttori di energia da fonti fossili si blocca tutto. Occorre invece imboccare una strada in parte intrapresa (lo sviluppo delle rinnovabili – nda) perché è assurdo che il nostro Paese, politicamente impegnato a cercare una strada per la crescita, insista sempre a proteggere petrolio e carbone, i cui quantitativi nazionali sono marginali, e le relative industrie. Quindi ben venga l’affermazione del presidente di Confindustria, ma occorre coerenza.

Rinnovabili ed efficienza energetica, quali sono le misure da prendere per un loro sviluppo?

Occorre favorire, culturalmente e fiscalmente, uno sviluppo a livello industriale e produttivo. Già in alcuni Paesi, e penso in questo senso al ruolo delle rinnovabili al Nord Europa in particolare, già entro il 2030 si arriverà all’affrancamento dalle fossili e in questo senso ci anticiperanno.

Eventi come la tappa di Smart Energy tour domani a Verona, quale contributo hanno nel formare e informare gli addetti ai lavori sul tema dell’efficienza energetica?

Mi auspico un sensibile contributo. Pur tuttavia occorrerebbe sviluppare – anche a livello di Confindustria – volta per volta, tutti i temi, dall’efficienza alle rinnovabili, comprese le possibilità di finanziamento bancario. C’è tutta una serie di azioni da fare perché siamo vicini a una svolta epocale che non può e non deve vedere l’Italia in secondo piano, ma protagonista.