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Efficienza energetica, nuove opportunità per la filiera

Degli sviluppi del mercato della white economy si è discusso a Verona Fiere, alla presentazione di “Smart energy expo”. Presenti il Gse e l’assessore all’Energia del Veneto.

 

Nuove e importanti opportunità per la filiera dell’efficienza energetica si stanno configurando all’orizzonte. Per coglierle, le imprese hanno bisogno di essere sempre più aggiornate, informate e in rete tra loro. Si tratta di realtà che credono in uno sviluppo positivo del settore e che ne hanno compreso le potenzialità. Devono (e vogliono), però, rafforzare il network di relazione e poter usufruire del supporto delle istituzioni e della finanza. È quanto emerso, in sintesi, dal convegno “Il mercato dell’efficienza energetica”, che si è tenuto a Verona Fiere mercoledì 26 giugno e a cui hanno partecipato circa cinquanta imprese.

 

L’evento ha fornito l’occasione per presentare il progetto “Smart energy expo”, la fiera della white economy che si terrà Verona dal 9 all’11 ottobre 2013 e che punta a diventare un appuntamento di riferimento per la filiera dell’efficienza energetica. L’importanza dell’incontro è stata sottolineata da Giovanni Mantovani, dg di Verona Fiere, che ha parlato del “tema energetico” come “sfida cruciale del futuro”.

 

Durante il convegno hanno confermato la loro presenza a “Smart energy expo” sia il Gestore dei servizi energetici sia la Regione Veneto. Per il Gse è intervenuto Maurizio Cuppone, che ha illustrato il progetto “Corrente” (dedicato proprio a efficienza e rinnovabili). Per la Regione Veneto era presente l'assessore  ai Lavori pubblici e all'energia del Veneto, Massimo Giorgetti.

 

"Nei prossimi tre anni – ha annunciato Giorgetti - il Veneto disporrà di 65 milioni di euro per interventi di efficienza energetica. Una cifra che permetterà di realizzare progetti mirati sul patrimonio pubblico fortemente energivoro". L’assessore ha inoltre comunicato che il prossimo Piano Casa avrà “un’attenzione particolare alle riqualificazioni energetiche”.

 

Ad aprire i lavori Marco Pezzaglia, Founding Partner di EfficiencyKNow, che ha illustrato ai presenti “la traiettoria dell’efficienza energetica”, soffermandosi su “opportunità” e “sviluppi”. Il ragionamento dell’esperto del settore comincia dagli obiettivi che si è data l’Italia: ridurre di almeno 7 Megatep il consumo di energia primaria. È necessaria, dunque – ha spiegato Pezzaglia – una razionalizzazione dell’uso e della fornitura dell’energia, per andare nella direzione che anche l’Europa ha indicato con la direttiva 2012/27/UE”.

 

Uno sforzo che dovrà essere sostenuto da risorse già in parte programmate. Da qui al 2020, infatti, sono attesi (secondo quanto previsto dalla Strategia energetica nazionale) investimenti per circa 60 miliardi di euro, di cui circa il 40% sostenuti da incentivi pubblici. Anche l’Europa, d’altronde, farà la sua parte. “La Bei (Banca europea per gli investimenti, ndr) – ha ricordato Pezzaglia – ha destinato 44 miliardi di euro al settore energia, di cui 6 miliardi all’Italia, e prevede di fare altrettanto per i prossimi 6 anni. È necessario, adesso, passare all’azione, definendo policy e regulation e impegnandosi per la diffusione della conoscenza sul tema a tutti i livelli e per il rafforzamento del network fra le imprese”.

 

Loro, le aziende che potranno essere le protagoniste di questo cambiamento, sono consapevoli della rilevanza strategica dell’efficienza energetica e fiduciose circa la possibilità di una crescita del settore. A scattare una fotografia dello stato d’animo degli imprenditori della white economy l’indagine “Il mercato dell’efficienza: scenari e sviluppi”, condotta da Grs Ricerca e Strategia e illustrata al convegno da Enrico Gallorini.

 

La ricerca, che avremo modo di approfondire in futuro, ha evidenziato come gli imprenditori credano che quella dell’efficienza energetica sia la strada giusta, ha sostenuto lo stesso Gallorini. Non è mancato un focus sulle criticità per gli attori della filiera. È emerso, nello specifico, che il primo ostacolo per il settore è l’incertezza normativa. Segno che c’è ancora tanta strada da fare e che momenti di incontro e dibattito, anche con le istituzioni, sono vitali per tutto un settore ad alto tasso di innovazione.