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Efficienza energetica ed elettricità per edifici privati e PA

Scenari Rse entro il 2020: servono 540 milioni per riqualificare gli edifici della PA centrale; nel residenziale nasceranno le prime case “full electric”

Entro il 2020 l’edilizia vivrà mutamenti significativi. Da una parte la necessità di reperire 540 milioni di euro per dare avvio alla riqualificazione energetica degli edifici della PA centrale, secondo quanto imposto dalla direttiva europea 27/2012 sull'efficienza energetica che l'Italia si appresta a recepire; dall’altra tra gli edifici residenziali sorgeranno le prime abitazioni “full electric”, in cui l'unica forma di energia sarà l'elettricità. Stime e previsioni sono, in entrambi i casi, degli esperti di Ricerca sul Sistema Energetico (Rse).

Per quanto riguarda gli edifici pubblici, il direttore del dipartimento sviluppo sistemi energetici di Rse, Massimo Gallanti, ha spiegato che «La nuova normativa impone di intervenire sugli immobili della PA centrale per conseguire la riqualificazione energetica almeno pari al 3% annuo della superficie coperta utile climatizzata degli edifici superiori ai 500 metri quadri». Tradotto in termini economici, Gallanti evidenzia che ciò «significa riqualificare entro il 2020 circa 2,7 milioni di metri quadri con un investimento importante che verrebbe ammortizzato solo in 20 o 30 anni. Il governo metterà a disposizione 380 milioni di euro, ma per mobilitare tutte le risorse economiche necessarie servono soluzioni che prevedano una partnership tra pubblico e privato».

Come agire allora? Prima di tutto, valutare costi e benefici prima di intervenire, “prendendo le misure” all’edificio, un po’ come fanno i sarti. In questo senso, «Gli elementi da considerare sono quattro: il fabbisogno energetico dell'immobile, che dipende dalla collocazione geografica, dalla forma e dalle attività che vi si svolgono all'interno; l'età della struttura; i costi per la riqualificazione; i costi di mantenimento per la spesa di gas ed energia elettrica», ha spiegato il dirigente Rse.

 

 

Se per gli edifici degli enti pubblici centrali il domani è mirato alla ristrutturazione, il futuro delle nuove abitazioni è decisamente vocato all’innovazione. Come hanno spiegato sempre gli esperti di Rse, entro sei anni diventeranno realtà i primi edifici residenziali in cui l'unica forma di energia sarà l'elettricità. Sarà quindi una vera e propria rivoluzione elettrica che investirà l'edilizia e permetterà di sfruttare al meglio l'energia autoprodotta attraverso le rinnovabili, come l'energia solare e le biomasse. Questi edifici “full electric” saranno caratterizzati da un'elevata efficienza energetica e permetteranno un notevole risparmio sui consumi. Lo stesso Gallanti ha spiegato che «La nuova generazione 3.0 di edifici intelligenti consentirà di usare l'energia in modo più efficiente per rispondere alle nuove esigenze della vita di tutti i giorni, come la climatizzazione con le pompe di calore, la ricarica dell'auto elettrica e la cottura a induzione».