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Efficienza energetica degli edifici pubblici, a che punto siamo

Con Bruno Fimmanò (Agenzia del Demanio) parliamo della riqualificazione degli edifici pubblici: “Serve la collaborazione di tutte le parti in causa”.

 

La direttiva dell’Unione europea 2012/27 sull’efficienza energetica introduce degli impegni anche per quel che riguarda la riqualificazione energetica degli edifici pubblici. Secondo il testo, a partire da quest’anno i Paesi membri devono elaborare e attuare un piano di efficientamento degli “edifici riscaldati e/o raffrescati posseduti ed occupati dal loro Governo centrale”. L’obiettivo è riqualificare, a un tasso minimo del 3% all’anno, la superficie coperta utile, a cominciare dagli immobili più energivori. In questa prima fase, l’obbligo riguarda gli immobili con superficie coperta utile superiore ai 500 metri quadri. Dal 9 luglio 2015, invece, la soglia sarà abbassata a 250 mq. Per individuare quali sono gli interventi da attuare, la pubblica amministrazione dovrà stilare anche il catasto delle prestazioni energetiche degli edifici, che dovrà essere pronto entro la fine dell’anno. Dell’argomento abbiamo parlato con Bruno Fimmanò dell’Agenzia del Demanio. Lo abbiamo intervistato a margine del convegno “Efficienza energetica e P.A. scenari e sviluppi”, che si è tenuto recentemente presso il Senato.

 

Dottor Fimmanò, a che punto è il censimento delle performance energetiche degli edifici pubblici?

“Per i fabbricati di proprietà dello Stato, già nel luglio del 2012, a seguito della presentazione della circolare sul Toc (costo totale di occupazione degli immobili, ndr), si era iniziato a parlare di efficienza energetica. L’Agenzia del Demanio, ha anche realizzato, nell’ambito del Portale PA il software IPer (indicatore di performance) per l’aggiornamento e inserimento dei dati relativi ai consumi energetici  dei vari edifici utilizzati  dalle Amministrazioni dello Stato. Attualmente, abbiamo già raccolto i dati del 30% di questi immobili”.

 

E per quanto riguarda gli edifici di proprietà degli altri Enti?

“A ottobre del 2012, quando cioè è stata emanata la direttiva Ue sull’efficienza energetica, L’Agenzia del Demanio ha proposto che anche i dati relativi agli immobili di proprietà degli altri Enti fossero inseriti nel sistema che abbiamo messo a punto. La nostra è stata una proposta che finora non è stata accolta”.

 

Per quale motivo?

“Finora non sono stati definiti ruoli e competenze. Aspettiamo che si concluda l’iter di recepimento della direttiva europea sull’efficienza energetica e che venga stabilita una procedura da seguire, oltre ai ruoli e agli obblighi di ciascuna delle parti in causa. Allo stato attuale non appare ancora possibile delineare un quadro degli interventi che sarà necessario porre in essere sugli edifici pubblici”.

 

Cosa deve fare la Pubblica amministrazione per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla direttiva sull’efficienza energetica? 

“Credo che per raggiungere gli obiettivi che l’Europa ci chiede sia necessaria la stretta collaborazione dei soggetti istituzionali interessati: il ministero dello Sviluppo economico, l’Enea e il Gse. In particolare, il Mise e l’Enea dovrebbero elaborare al più presto di un piano strategico d’azione per aumentare l’efficienza degli immobili pubblici. Il Gse, invece, dovrebbe fornire alle Amministrazioni pubbliche di servizi specialistici in campo energetico. Per quanto riguarda la realizzazione degli interventi necessari, infine, credo sarà necessario coinvolgere anche le Esco”.