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Efficienza energetica degli edifici, cosa dice la direttiva Ue

Sintesi del testo emanato dall'Europa per aumentare le prestazioni energetiche degli edifici.

di Marco Pezzaglia*


Oggetto e obiettivi

 

La Direttiva è volta a promuovere la prestazione energetica degli edifici, delle loro parti e delle unità immobiliari e si pone l'obiettivo che, entro il 31 dicembre 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione dovranno essere a energia “quasi zero”, edifici ad altissima efficienza con significativa copertura del fabbisogno tramite il ricorso in situ a fonti rinnovabili. Tale termine è anticipato per la pubblica amministrazione: infatti la Direttiva stabilisce che gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi dovranno rispettare l'obiettivo di energia “quasi zero” a partire dal 31 dicembre 2018. 

 

Metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici

 

Gli Stati membri devono adottare una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici (**) tenendo conto almeno delle caratteristiche termiche dell'edificio (capacità termica, isolamento, ecc.), dell'impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda degli gli impianti di condizionamento d’aria, dell'impianto di illuminazione, nonché delle condizioni climatiche interne all'edificio. La Direttiva stabilisce, inoltre, che bisogna tenere in debita considerazione le eventuali condizioni di contesto che possono contribuire positivamente al miglioramento delle prestazioni energetiche dell'edificio quali le condizioni locali di esposizione al sole, l'illuminazione naturale, i sistemi di cogenerazione dell'elettricità e gli impianti di teleriscaldamento o teleraffrescamento urbano o collettivo.

 

Fissazione di requisiti minimi

 

Devono essere fissati requisiti minimi di prestazione energetica in modo da conseguire livelli ottimali in funzione dei costi. I requisiti minimi di prestazione energetica devono essere aggiornati ogni 5 anni. Nel fissare i requisiti minimi, gli Stati membri possono distinguere tra gli edifici già esistenti e quelli di nuova costruzione, nonché tra diverse tipologie edilizie.

Gli edifici nuovi dovranno rispettare i requisiti e, prima dell'inizio dei lavori di costruzione, essere sottoposti ad una valutazione sulla fattibilità relativa all'installazione di sistemi di fornitura di energia da fonti rinnovabili, pompe di calore, sistemi di teleriscaldamento o teleraffrescamento urbano o collettivo e sistemi di cogenerazione. Gli edifici esistenti, destinati a subire ristrutturazioni importanti, dovranno beneficiare di un miglioramento della loro prestazione energetica in modo da poter soddisfare i requisiti minimi per essi stabiliti. Possono essere previste esclusioni dall'applicazione dei requisiti minimi per alcune categorie di edifici quali, ad esempio, gli edifici storici, gli edifici adibiti a luoghi di culto, i fabbricati temporanei, gli edifici residenziali destinati ad essere utilizzati per un periodo limitato dell’anno, i fabbricati indipendenti con una metratura utile totale inferiore a 50 m2.

 

I requisiti minimi potranno interessare in maniera specifica anche gli impianti tecnologici, quali gli impianti di riscaldamento, gli impianti di produzione di acqua calda, gli impianti di condizionamento o particolari componenti dell'involucro quali, ad esempio, gli infissi che, in caso di nuova installazione o sostituzione potranno essere sottoposti a specifici requisiti in termini di prestazioni efficienti.

 

La Direttiva incoraggia fortemente l'introduzione di sistemi intelligenti per la misurazione del consumo energetico, conformemente alla direttiva relativa alle norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica.

 

Infine la Direttiva stabilisce alcune disposizioni che sono già presenti nel nostro ordinamento nazionale quali l'obbligo di adozione di un sistema di certificazione energetica e la riproduzione dell'attestato di certificazione energetica in caso di affitto o compravendita di immobili e l'affissione della targa riportante la classe energetica dell'edificio in caso di edifici della pubblica amministrazione aperti al pubblico.

 

 

 

(**) Prestazione energetica di un edificio: quantità di energia, calcolata o misurata, necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico connesso ad un uso normale dell’edificio, compresa, in particolare, l’energia utilizzata per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione, la produzione di acqua calda e l’illuminazione.

 

*Marco Pezzagila è founding partner di EfficiencyKNow - partner tecnico di Smart Energy Expo