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Efficienza energetica, aziende ottimiste ma pesa l’incertezza normativa

I risultati dell’indagine Grs Ricerca e Sviluppo illustrati a Veronafiere nel corso della presentazione di Smart Energy Expo alle imprese.

 

Sono soddisfatte dell’andamento dell’azienda e ottimiste sulle prospettive di crescita a medio-lungo termine. Sono convinte che quello dell’efficienza energetica sarà un mercato sempre più globale, per competere nel quale bisognerà informarsi, aggiornarsi costantemente e saper fare rete. Le aziende della filiera italiana della white-green economy, insomma, credono che “la strada intrapresa sia quella giusta”, come ha spiegato Enrico Gallorini di Grs Ricerca e Strategia, che ha curato l’indagine “Il mercato dell’efficienza: scenari e sviluppi”. Non mancano certo gli ostacoli lungo questo cammino, primo fra tutti l’incertezza normativa.

 

Lo studio - presentato a Veronafiere nel corso  del convegno “Il mercato dell’efficienza energetica” organizzato da Smart Energy Expo – testa lo stato d’animo degli imprenditori della filiera, attraverso un sondaggio condotto su più di 200 aziende.

 

Queste realtà, come accennato, guardano al futuro con ottimismo. Il “grado di fiducia” espresso sull’andamento degli affari nei prossimi 12 mesi è di 6,5, che, nella scala da 1 a 9 utilizzata, indica un giudizio neutro. La media passa a 7, quindi un giudizio pienamente positivo, quando agli imprenditori viene chiesto il “grado di fiducia” nei prossimi 3 anni. Si tratta di un dato importante. Non è infatti usuale in questo tipo di indagini che il valore aumenti nella prospettiva medio-lunga, che in genere frena gli entusiasmi degli intervistati. È il segnale che gli imprenditori percepiscono chiaramente come l’efficienza energetica sia un settore importante, destinato a diventare fondamentale per il Paese.

 

Un’importanza strategica, quella della white-green economy, non solo nello scenario italiano, ma a maggior ragione in un’ottica globale. Lo sanno bene gli stessi titolari d’azienda della filiera nazionale che guardano in particolare ad Asia e Africa. Ad oggi solo il 17 per cento di loro opera prevalentemente in Asia e solo il 3 per cento in Africa. Proprio in questi due continenti, tuttavia, gli imprenditori “ritengono interessante investire nel prossimo futuro” (il 28 per cento del campione indica il primo dei due continenti, l’8 per cento il secondo). Conserva la sua centralità, però, l’Europa. Il Vecchio Continente, pur registrando un calo nel confronto fra l’oggi (dove operano prevalentemente le aziende intervistate) e il domani (dove hanno intenzione di investire), resta comunque il mercato più interessante in prospettiva per il 52 per cento delle imprese.

 

Infine, fra gli aspetti più interessanti dell’indagine “Il mercato dell’efficienza: scenari e sviluppi”, vi sono gli ostacoli che i manager incontrano. Secondo quanto emerge dallo studio, non vi sono dubbi: è l’incertezza normativa il “fattore più critico”, elemento che sembra essere peculiare del settore. Gli altri fattori di difficoltà indicati dalle imprese, invece, sono gli stessi registrati anche in altri comparti. Fra questi: i tempi di pagamento, il costo della forza lavoro, l’accesso al credito.

 

Un supporto per contrastare gli effetti di questa incertezza potrebbe essere costituito da una maggiore formazione, da una migliore informazione e dalla diffusione e condivisione delle conoscenze che avvengono nelle attività di networking fra aziende. Non è un caso, quindi, se proprio questi temi sono i più importanti per gli imprenditori che hanno costituito il campione dell’indagine.