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Efficienza “comportamentale”, una miniera di risparmio

Uno studio evidenzia il risparmio energetico potenziale in Europa adottando pratiche di efficienza energetica comportamentale

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“Più sai, meno consumi”, o meglio, offrire alle persone migliori informazioni sui loro utilizzi di energia le motiva a usarne di meno. È questa l’idea centrale su cui si basano i programmi di efficienza energetica comportamentale, un metodo nato negli USA il cui successo è fondato sull’esperienza degli utenti di un’azienda energetica: “quando iniziano a ricevere informazioni proattive e personalizzate su come ridurre gli sprechi energetici, essi fanno più attenzione ai consumi e iniziano a modificare il loro comportamento. Questo a sua volta li trasforma in una sorgente di energia pulita”. A spiegarlo è Opopower, società di consulenza, nel suo recente studio realizzato in 26 Paesi europei da cui emerge che l’implementazione di programmi di efficienza “comportamentale” comporterebbe per gli utenti europei un risparmio energetico di 12 TWh, equivalente a 3,3 milioni di tonnellate di CO2, e 2,4 miliardi di euro l’anno. “Si tratta di una quantità di energia sufficiente ad alimentare ogni casa in cinque Paesi europei, più le abitazioni di Strasburgo e Bruxelles”, evidenzia Opopower.

Guardando all’Italia, l’adozione di pratiche di efficienza “comportamentale” per i consumatori comporterebbe un risparmio energetico di 1,3 TWh ed economico di 253 milioni di euro l'anno, oltre a ridurre di 400 mila tonnellate di CO2. Il Belpaese è quarto nella classifica dei Paesi con il più elevato potenziale dell’efficienza energetica comportamentale, dietro a Germania, Regno Unito e Francia. Proprio la Germania, per la sua elevata popolazione e gli alti costi energetici, ha il più elevato potenziale di risparmio energetico assoluto con i programmi comportamentali. “In gioco ci sono 521 milioni in bollette energetiche e oltre 2 TWh di risparmio energetico annuo, sufficienti per alimentare tutte le abitazioni di una città come Amburgo”, sottolinea Opopower.