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Ecobonus, una leva per l’efficienza

Mario Nocera, dell'ENEA, fa il punto sulle detrazioni fiscali e le loro potenzialità nel migliorare l’efficienza energetica dei condomini

Il sistema delle detrazioni fiscali quanto e come può essere determinante per sviluppare l’efficienza energetica nei condomini? La domanda è più che lecita se pensiamo al milione di palazzi condominiali in cui vivono 14 milioni di famiglie e che, spesso, sconta prestazioni energetiche decisamente migliorabili. Abbiamo rivolto la questione a Mario Nocera, dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell'ENEA, architetto ed autentico esperto in materia. Sul tema tratterà in occasione del convegno “Efficienza energetica e condomini istruzioni per l'uso”, settima tappa dello Smart Energy Tour, che si terrà a Roma il prossimo 8 luglio.

«Dal 2007, ossia dall'entrata in vigore della L.296/06, il sistema di incentivazione fiscale conosciuto come 55% e successivamente come 65% (o anche ecobonus) ha svolto un ruolo determinante nella messa in moto dei lavori di riqualificazione del parco edilizio nazionale – spiega Nocera. Le nostre stime dicono che circa l’1% annuo del patrimonio edilizio viene coinvolto in lavori per i quali si richiede questo specifico beneficio fiscale, e questo dato acquisisce significato soprattutto nel contesto economico che sappiamo essere particolarmente difficile per il paese e per il settore dell'edilizia».

 

Quindi, in tema di sviluppo del sistema degli ecobonus, quanto è stato fatto e quanto – e cosa – occorre fare, a proposito, specie nel contesto condominiale?

«Bisogna riconoscere che già molto è stato fatto finora (e in questo settore un ruolo determinante è stato svolto da ENEA che gestisce il meccanismo dalla sua nascita) soprattutto andando nella direzione della semplificazione delle procedure, e con altrettanta onestà bisogna riconoscere che moltissimo può essere ancora fatto, anche e soprattutto nel settore specifico dei condomini. Il tema è chiaramente molto più complesso rispetto al settore dell'edilizia privata, essendo molto più complessi i processi decisionali che portano alla fattibilità degli interventi, eppure proprio in questo scenario è lecito ipotizzare che possano contribuire significativamente ad ottenere risultati efficaci azioni mirate alla formazione e al coinvolgimento diretto delle figure chiave (in primis, amministratori di condomini e progettisti)».

 

Quali sono le misure in tema di detrazione fiscale che andrebbero maggiormente conosciute e adottate dai condomini?

 

Se ipotizzassimo di voler intraprendere lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica nel condominio dove attualmente viviamo, in massima sintesi potremmo dire di avere la possibilità di accesso a quattro diverse misure di incentivazione (e non solo di detrazione): detrazioni fiscali del 50% per ristrutturazioni edilizie, ecobonus del 65% per le riqualificazioni energetiche, conto termico e titoli di efficienza energetica. Per quanto possa risultare difficile da credere agli addetti ai lavori, purtroppo non tutti questi meccanismi sono ben noti al grande pubblico, e questo dovrebbe rappresentare di per sé un tema di riflessione comune. Dei vari strumenti a disposizione, ognuno è caratterizzato ovviamente da pro e contro: pensiamo, ad esempio, ai titoli di efficienza energetica, un meccanismo davvero molto efficace soprattutto in ambito industriale, ma che ha la necessità tecnica di avere alla "base" un numero significativo di interventi per essere applicabile in ambito condominiale (il che inevitabilmente rende non appetibile il meccanismo per i condomini di dimensione più ridotta). Altra opzione è quella dei due meccanismi di detrazione: il 65% ha il pregio di essere molto diffuso sul territorio, ma le tecnologie disponibili e i valori massimali di detrazione relativamente ridotti lo rendono poco applicabile al di fuori del contesto residenziale; il 50%, limitato al settore residenziale, offre il vantaggio di procedure molto semplici, ma non avendo vincoli sulla prestazione energetica non permette, ad esempio, di valutare i risultati in termini di risparmio energetico prodotto. Infine, il conto termico, uno strumento che ha delle enormi potenzialità tra cui un numero di rate inferiori (e quindi tempi di ritorno degli investimenti più ridotti rispetto ai precedenti), ma stranamente finora ha incontrato una certa inerzia nella diffusione tra il grande pubblico. Gli strumenti disponibili, quindi, sono diversi...

 

 

Dal recente Rapporto annuale ENEA si rileva che oltre 2 milioni di contribuenti hanno investito più di 22 miliardi nella riqualificazione energetica della propria abitazione. Eppure, a meno di interventi diversi, dal 2016 la detrazione per la riqualificazione energetica scende dal 65% della spesa al 36%, come una ristrutturazione ordinaria. Non c’è il pericolo che tale misura possa minare gravemente il percorso verso l’efficientamento, specie nei condomini dove c’è ancora molta strada da fare?

In linea di principio, un qualsiasi intervento in ambito di efficienza energetica dovrebbe garantire al committente una sua giustificazione - tanto economica quanto tecnica - per i risultati raggiunti al suo interno, e non (soltanto) in funzione di un qualsiasi meccanismo di incentivazione esterno. In altri termini, una corretta progettazione, meglio se a seguito di una corretta diagnosi energetica, rappresenta sempre il valido presupposto per la realizzazione di questo tipo di lavori. Se condividiamo questo presupposto, attribuiremo un giusto significato al ruolo dell'incentivo, ossia una leva finalizzata a "premiare" i risultati. Se garantita la fattibilità economica, infatti, l'aliquota di detrazione (sia essa al 65% sia essa al 36%) assume un peso minore, chiaramente significativo, ma non più decisivo sulla fattibilità o meno dei lavori. Ciò premesso, la storia recente insegna che il 65% è stato più volte rivisto e prorogato, a volte semplificando le procedure, talvolta estendendo il beneficio a tipologie di lavori precedentemente non ammesse a detrazione. Tornando più direttamente al tema della domanda, oggi esiste la detrazione al 65%, che fornisce risultati congruenti con gli obiettivi e può quindi essere visto come un valido strumento a supporto dei progettisti e della platea di potenziali beneficiari. Non sappiamo se e in quale veste verrà prorogato questo meccanismo domani. Data per scontata, però, la centralità del tema dell'efficienza energetica tanto oggi quanto domani, è lecito ipotizzare che verranno garantiti strumenti opportuni per una sua incentivazione.