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A dieci anni dal blackout un focus sul futuro delle reti

Al convegno organizzato da Smart Energy Expo e Fiamm, il punto sull’evoluzione delle infrastrutture elettriche.

 

Sabato 28 settembre ricorre il decennale del blackout generale che tenne l’Italia al buio per diverse ore. L’evento, che rappresentò uno choc per l’intero Paese, avviò una grande evoluzione delle reti. Del passato, presente e futuro delle infrastrutture elettriche si è parlato nel corso di “2003-2013: dieci anni fa il black-out. Oggi Smart Energy Expo fa luce sul sistema elettrico del futuro”. L’evento, che si è svolto il 26 settembre a Roma, presso la sala del Parlamentino del ministero dello Sviluppo economico, è stato organizzato in partnership con Fiamm.

 

“Dal 2003 a oggi, ci sono state tante rivoluzioni silenziose sulle reti – ha detto nel suo intervento Leonardo Senni del Dipartimento per l’energia del ministero dello Sviluppo economico -. Questi mutamenti hanno fatto sì che la qualità del servizio elettrico italiana sia arrivata a essere fra le migliori d’Europa”.

 

Dello stesso parere anche Carlo Crea di Terna che, nel ripercorrere i progressi fatti in questi ultimi dieci anni, ha illustrato anche le sfide del futuro. “Il Piano di Sviluppo del Ministero – ha sottolineato Crea – prevede nuove interconnessioni. Tutto questo sarà accompagnato anche da nuovi passi avanti in ambito tecnologico, che renderanno possibile la generazione distribuita. Per raggiungere tale obiettivo, però, bisognerà migliorare la velocità con cui si ottengono informazioni dalle reti a livello internazionale”.

 

Un altro aspetto che è stato migliorato, e che dovrà essere ulteriormente implementato, è l’integrazione del sistema elettrico italiano con quello degli altri Paesi. Proprio in quest’ottica lavora Med-Tso, l’associazione che riunisce gli operatori di trasmissione dei Paesi del Mediterraneo. “Con i 15 Paesi che fanno parte di questa organizzazione abbiamo elaborato un ‘masterplan’ proprio per favorire l’integrazione dei vari sistemi elettrici nazionali – ha spiegato Michelangelo Celozzi di Med Tso nel corso del suo intervento –. Maggiore integrazione significa condivisione dei rischi e delle regole. Delineeremo questi aspetti in un piano operativo che presenteremo al Governo”.

 

Delle interconnessioni che verranno create da qui ai prossimi anni ha parlato anche Giancarlo Manzoni di Enginet. “Da qui al 2020 – ha detto Manzoni – saranno portati a termine 26 chilometri di nuove linee. Verranno spesi 16 miliardi di interconnessione interna nell’area mediterranea e altri quattro miliardi per le connessioni tra il Maghreb e l’Europa. Nei Paesi che si affacciano su questo mare, inoltre, c’è una domanda di investimento per 40 miliardi di euro, è un’opportunità che va colta”.  

 

Degli sviluppi futuri sul piano della distribuzione, infine, ha parlato Francesco Amadei di Enel. “Stiamo portando avanti un percorso per trasformare le infrastrutture elettriche del nostro Paese in Smart Grid – ha detto Amadei -. Nello specifico ci stiamo concentrando su quattro aspetti: aumentare l’integrazione con le fonti rinnovabili; migliorare l’integrazione fra distribuzione e operatore di trasmissione; elaborare un modello di previsione della produzione di energia da fonti non programmabili; sviluppare nuove soluzioni di storage”.