organized by veronafiere

Da Verona una road map per l’efficienza energetica

Nella prima giornata di Smart Energy Expo gli esperti del settore hanno affrontato i temi fondamentali della white-economy.

 

La white-green economy protagonista a Smart Energy Expo. La prima fiera internazionale dell’efficienza energetica che sarà di scena dal 9 all’11 ottobre a Veronafiere. Nella prima giornata, esperti del settore, aziende e policy maker si sono confrontati nel corso del Verona Efficency Summit, che ha prodotto proposte concrete per l’attuazione di una corretta politica energetica.

 

Come ha ricordato David Sandalow, infatti, “l’efficienza energetica è il primo carburante”. Il sottosegretario all’Energia  della prima amministrazione Obama, nel corso del suo intervento al summit ha sottolineato che “quasi tutti i Paesi stanno facendo importanti passi in avanti  in questo settore. Sono sicuro – ha affermato Sandalow – che in un futuro prossimo le tecnologie che permettono un uso più razionale dell’energia saranno diffuse quanto lo sono oggi i computer e i cellulari”.

 

Dello stesso parere anche Guido La Tella, Ambasciatore del ministero degli Affari Esteri, che ha ribadito come “la Iea abbia definito l’efficienza energetica un ‘game changer’, perché non necessita di innovazioni tecnologiche rivoluzionarie”.

 

La white-green economy ha anche un ruolo chiave per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile. Lo ha ricordato nel corso del suo intervento Gerardo Montanino, Responsabile della divisione operativa del Gse. “Per realizzare un nuovo modello di crescita – ha detto Montanino – è necessario creare una filiera industriale dell’efficienza energetica”.

 

Per raggiungere questo obiettivo, però, è necessario un approccio integrato volto a una riduzione degli sprechi energetici in tutti i settori. Lo ha affermato il Commissario Enea Giovanni Lelli, che ha illustrato anche i vantaggi economici che potrebbero derivare dalla nascita di un network di imprese della white green economy. “Fra il 2014 e il 2030 – spiega Lelli – lefficienza potrebbe creare 700 mila posti di lavoro, attirando anche investimenti per 50 miliardi di euro.”

 

Sara Romano, del ministero dello Sviluppo economico, invece, ha ricordato che l’efficienza energetica rappresenta ormai un punto cardine per il nostro Paese, tanto che il 70 per cento degli investimenti previsti verranno fatti proprio in questo settore e in quello delle rinnovabili. L’Italia – ha aggiunto Romano – può superare gli obiettivi del Pacchetto Clima e Energia dell’Ue, tagliando del 24% (il target europeo è fissato al 20% ndr) il consumo primario di energia”.

 

Nel corso del summit è stato proiettato anche il contributo video di Steven Chu, premio Nobel per la Fisica ed ex Sottosegretario all’Energia degli Usa, che ha ribadito il ruolo fondamentale dell’efficienza energetica nel percorso che porta allo smarcamento dai combustibili fossili”.

 

Sulla necessità di impiegare meglio le risorse a disposizione dell’efficienza energetica si è concentrato l’intervento di Marco Pezzaglia, founding partner di EfficiencyKNow e membro del comitato scientifico Smart Energy Expo e Verona Efficiency Summit. Servono strumenti finanziari ad hoc – ha detto Pezzaglia – e, nell’erogazione del credito, bisogna dare priorità agli interventi progettati in maniera corretta”.

 

Alle prospettive della white-green economy, invece, era dedicata la seconda parte dell’evento. L’Italia deve elaborare una strategia di lungo termine – ha sottolineato Alessandro Ortis, membro del Comitato scientifico di Smart Energy Expo e Verona Efficiency Summit -. Dobbiamo guardare oltre il 2020, coinvolgendo le amministrazioni e gli enti locali, in particolar modo le Regioni”.

 

Dell’importanza dell’efficienza energetica per l’Ue, invece, ha parlato Claudia Canevari della Commissione europea. Tutti gli Stati membri si stanno dando degli obiettivi molto ambiziosi – ha detto Canevari. Nel prossimo bilancio pluriennale dell’Unione sono previsti 23 miliardi per opere di riqualificazione energetica e per le rinnovabili”.

 

La necessità di attirare capitali e di creare partnership con aziende estere è stata ribadita da Giuseppe Arcucci di Invitalia. “Per creare una filiera dell’efficienza energetica è necessario attrarre investimenti e favorire l’internazionalizzazione delle nostre imprese. Per farlo, però, occorre una pianificazione di lungo corso”.

 

Anche in Cina l’efficienza energetica sta diventando prioritaria. Lo ha spiegato nel corso del suo intervento Guo Guoben, Vice Commissario per la cooperazione internazionale della China Development Bank. Per un Paese ad alta densità di popolazione come la Cina, questo tema assume sempre più importanza – ha affermato Guo Guoben. Per questo motivo il Governo ha realizzato un piano che prevede una riduzione dei consumi del 38%. Questo ha portato a numerosi interventi nel settore dell’energia che, infatti, è al terzo posto fra quelli che hanno ricevuto più finanziamenti dalla nostra Banca”.

 

Sulla centralità dell’accesso al credito per la filiera della white economy si è soffermato anche Andrea Tinagli della Banca Europea per gli investimenti. “In Italia Bei ha finanziato, nel 2012, progetti per 120 milioni di euro e nel 2014 avvierà una nuova linea di credito per sostenere un’iniziativa simile al Patto dei Sindaci. Sviluppare strumenti finanziari a sostegno dell’efficienza energetica è una priorità, senza di questi è difficile far nascere una filiera industriale in questo settore.

 

A conclusione del summit, infine, si è svolta la tavola rotonda sulla regolazione e lo sviluppo dell’industria presieduta dal Presidente della Commissione dell’Industria del Senato, Massimo Mucchetti. Hanno partecipato il presidente dell’Autorità dell’energia elettrica e il Gas, Guido Bortoni, e i rappresentanti di alcune delle maggiori aziende del settore: Nicola Cosciani di Fiamm, Gianfilippo Mancini di Enel, Ester Benigni di A2A, Luca Alippi di E.ON, Claudio Carnevale di Acotel, Massimo Gianfreda di Siemens Italia, Saul Fava di Rebuilding Network e Giuseppe Merola di Edison.