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Come si finanzia l’efficienza energetica

Con Andrea Tinagli (BEI) parliamo degli strumenti creati per dare sostegno economico a chi compie interventi di efficientamento.

 

“Le risorse per finanziare l'efficienza energetica ci sono, ma bisogna imparare ad accedervi e a investirle in modo razionale”. È questo l’appello fatto da Andrea Tinagli, capo della divisione infrastrutture, energia ed enti locali Italia e Malta della Banca europea per gli investimenti, nel corso del convegno ''Efficienza energetica: opportunità e strumenti per lo sviluppo'', organizzato alla rappresentanza a Milano della Commissione europea da Smart Energy Expo. Al fine di sostenere gli interventi di efficientamento, la Bei metterà sul piatto circa sei miliardi di euro all'anno, fino al 2015, per il comparto energia. Per sfruttarli, però, la filiera della white economy deve prima acquisire conoscenze e capacità che permettano di sviluppare progetti duraturi e di valore. Abbiamo approfondito la questione proprio con Tinagli.

 

Quali sono le principali difficoltà nella realizzazione di strumenti finanziari a favore di interventi di efficientamento energetico?

“I progetti per implementare l’efficienza energetica hanno alcune caratteristiche comuni che li rendono difficilmente ‘bancabili’. Solitamente, infatti, sono eterogenei e di taglia piccola, oppure sono promossi da soggetti che adottano approcci molto diversificati e difficilmente uniformabili. La difficoltà di creare programmi di efficientamento al fine di raggiungere una massa critica consistente, sulla quale adottare un modello di finanziamento standardizzato, è un limite importante. Inoltre, si riscontra un alto potenziale di efficientemento energetico proprio laddove le risorse finanziarie sono più scarse o difficilmente reperibili e le competenze tecnico-finanziarie per adottare modelli innovativi, più limitate. Basti pensare, ad esempio, al settore pubblico”.

 

Nel suo intervento nel corso del convegno organizzato da Smart Energy Expo ha detto che in Italia sono mancati progetti validi per quel che riguarda gli interventi di efficientamento. Quali sono gli ambiti dove si deve migliorare?

“Sicuramente bisogna migliorare la progettualità a livello locale, mediante una corretta e puntuale mappatura delle potenzialità a disposizione. Bisogna anche adottare un’ottica di programma che favorisca la standardizzazione dell’approccio tecnico-finanziario. Questo permetterebbe di sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione”.

 

Fra gli strumenti finanziari a sostegno dell’efficienza energetica messi a punto dalla BEI, quale si è rivelato più efficace?

“Il programma ELENA – per il finanziamento dell’assistenza tecnica necessaria agli enti locali o altri soggetti pubblici per lo sviluppo di un programma d’investimento energetico integrato (rinnovabili e efficienza energetica) – si è rivelato, in questa fase, essenziale e propedeutico alla strutturazione di linee di credito a supporto dei progetti. Il programma ha permesso, inoltre, una disseminazione di competenze sul territorio nazionale, un confronto tra realtà locali distanti geograficamente e un forte avvicinamento tra le realtà locali e comunali, il mondo delle ESCO e il settore bancario. Sono sicuro che, nel lungo periodo, anche i fondi Jessica per lo sviluppo urbano sostenibile e i prestiti BEI intermediati per il finanziamento delle ESCO potranno esplicare a pieno il loro potenziale, supportando un settore che va via via  strutturandosi”.

 

Oltre agli strumenti finanziari, cos’altro serve all’Italia per compiere passi in avanti nell’ambito dell’efficienza energetica?

“Reperire risorse per le diagnosi energetiche è una delle priorità. È necessario anche diffondere competenze nel settore e prendere esempio dalle best practice sviluppate all’estero. Bisogna poi diffondere la cultura dell’efficienza energetica, anche mediante gli sgravi fiscali, come ad esempio l’ecobonus”.

 

Dal punto di vista politico, invece, quali sono i provvedimenti da mettere in atto?

“Serve una politica industriale che supporti la nascita di una filiera dell’efficienza energetica e che miri allo sviluppo di un concetto di energia verde a ‘buon mercato’, senza ricorrere al costoso sistema degli incentivi. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che le politiche nazionali e quelle regionali in materia di efficienza energetica convergano. Serve, inoltre, maggiore coordinamento per quanto riguarda il sistema delle agenzie pubbliche adibite al monitoraggio ambientale e al supporto tecnico-scientifico nei vari ambiti della politica energetica e ambientale”.

 

Di questi e di altri aspetti legati ai temi finanziari, industriali e legislativi ne discuteremo durante il Summit del 9 Ottobre a Verona.